UE: Google deve ancora modificare la sua ricerca online

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Il Commissario alla concorrenza Almunia si attende da Google ulteriori concessioni

La Commissione Europea ha chiesto a Google di migliorare la sua offerta di pace se vorrà evitare una multa colossale per pratiche contrarie alla concorrenza. Con tutta la sua autorevolezza, il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa mercoledì scorso che le proposte di Google per migliorare la concorrenza nel settore della ricerca online non vanno abbastanza nella giusta direzione. Google è sotto inchiesta formale da parte della Commissione Europea dopo che diversi concorrenti , da Microsoft a Expedia, hanno sporto reclamo contro il posizionamento preferenziale che Google fa dei propri prodotti e servizi nei risultati di una ricerca e nelle sponsorizzazioni.

Si parte dal 2010 quando la Commissione ha lanciato un’inchiesta formale su un eventuale abuso di posizione dominante nel mercato della ricerca online ( confronti, navigazione e pubblicità). Nello corso anno è stata intimata a Google una deadline a luglio pe fornire una proposta per dissolvere l’indagine anti trust con la minaccia di una multa fino al dieci per cento dei ricavi mondiali . Google negava di avere una condotta negativa , ma decideva ugualmente di offrire concessioni nelle quattro aree chiave identificate dalla Commisione. L’ultima versione delle proposte è stata presentata nell’aprile scorso.

Google ha promesso di indentificare chiaramente i suoi servizi specializzati e di separarli dalle offerte dei concorrenti in modo che non siano identificati come come una componente “naturale” dei risultati di una ricerca. E di mostrare i link dei concorrenti vicino ai suoi. Quanto alla pubblicità la società americana è d’accordo nel non impedire ai clienti di ricevere advertising di ricerche online da concorrenti. Tuttavia nel maggio scorso lo stesso Almunia dichiarava di voler chiedere ancora delle proposte migliorative.

almunia

Infine la dichiarazione : “ Dopo un’analisi del e mercato conclusa il 27 giugno , sono giunto alla conclusione che le proposte inviate da Google non sono sufficienti a superare le nostre preoccupazioni. Così ho scritto una lettera a Google e al suo executive chairman , Eric Schmidt, chiedendo di presentare proposte migliorative”.

Google è inoltre sotto indagine sulle sue policy di gestione unificata della privacy. A partire da giugno Google ha tre mesi per appellarsi alle decisione della organizzazione francese CNIL che ritiene abbia infranto il Data Protection Act francese.

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Autore: Silicon
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