Ue, modifiche al trattato con squadre rimescolate

EnterpriseProgettiPubblica AmministrazioneStart up
Europa

Inizia a frammentarsi il fronte dei Paesi membri impegnati nel ridisegnare i contorni del patto di stabilità e della contribuzione nazionale

Sebbene siano tutti d’accordo sull’assoluto bisogno di un Fondo di sostegno permanente ai Paesi della zona euro, le voci su come realizzare il Fondo sono discordi, e giocano sul filo della riforma di quel Patto di Stabilità che tante sofferenze sta portando ai Paesi più indisciplinati (fra cui l’Italia) che sono anche quelli che rischierebbero molto più grosso di trovarsi in serie difficoltà una volta applicate le sanzioni previste per lo sforamento del Patto.

Sulla questione del come infatti si è creata una minoranza all’interno del Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Ue per impedire l’aumento del 5,9% dei contributi nazionali all’Unione per il 2011, come richiesto dal Parlamento (undici Paesi – Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Austria, Finlandia, Slovenia e Estonia – hanno stilato una dichiarazione congiunta che dice che superare il 2,91% “sarebbe inaccettabile in un momento nel quale stiamo prendendo dure misure a livello nazionale per controllare la spesa pubblica“).

Il presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek dal canto suo spinge perché tutti siano concordi nell’accettare di dotare l’Ue di risorse proprie che permetta di definire così una chiara politica di spesa.

Da questi tentativi di concordare solidarietà e rigore si vedrà se l’Ue è in grado di supportare realmente il rilancio e la prosperità del proprio patrimonio industriale.

Read also :
  • News
  • ue
Autore: Silicon
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore