La burocrazia costa alle pmi quasi 3 miliardi l’anno

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Con costi così elevati, appare evidente che il fardello fiscale, contributivo e normativo generato dallo Stato costituisce una voce di spesa quasi insopportabile per le Pmi italiane

Gli adempimenti burocratici costano alle imprese con meno di 250 dipendenti circa 2,7 miliardi di euro. Lo rileva l’Agenzia delle Entrate spiegando che il totale dei costi amministrativi medi per impresa vale 2.029 euro l’anno. La rilevazione – si legge in una nota – è stata effettuata nell’ambito dell’attuazione del “Taglia-oneri amministrativi” introdotto nel 2008, che ha previsto la misurazione dei costi burocratici in tutte le materie di competenza statale con l’obiettivo di giungere, entro il 2012, come stabilito in sede comunitaria, alla riduzione del 25% dei costi della burocrazia che gravano sulle imprese.

“Quello dei costi della burocrazia è certamente uno dei principali ostacoli, insieme all’elevata pressione fiscale, alle difficoltà di accesso al credito, al ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione, che gravano sulle pmi, in particolare sull’impresa diffusa, frenandone lo sviluppo e la competitività”. Così Carlo Sangalli, presidente di Rete Imprese Italia e di Confcommercio, commenta i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate sui costi amministrativi medi a carico delle imprese.

“Nel quadro della crisi globale è dunque necessario – dice Sangalli – portare avanti il processo di semplificazione e snellimento burocratico per liberare le imprese da questi oneri e recuperare risorse da destinare a investimenti e sviluppo. Questo consentirebbe, non solo di riattivare la crescita dell’economia ma di ridurre anche il forte gap concorrenziale che ci separa dagli altri Paesi”. Di qui la proposta di Rete Imprese Italia per “un Patto per la semplificazione, improntato al principio cardine dello Small Business Act e cioe’ ‘Think Small First‘, che possa creare un maggior coordinamento fra domanda e offerta di servizi pubblici e abbattere le criticità che rendono difficile la loro corretta interazione, individuando nella riduzione del cuneo della burocrazia un obiettivo strategico che la politica deve perseguire”.

“Ma a questo dovra’ anche accompagnarsi – indica il presidente di Rete Imprese Italia – un percorso, non solo culturale, della p.a. che prosegua da un lato, nello sfoltimento e razionalizzazione delle norme esistenti, valorizzando anche l’utilizzo degli strumenti informatici e, dall’altro, intervenga nella fase di formazione delle norme con una valutazione reale di impatto sulle pmi e l’impresa diffusa, semplificando le procedure in base a principi di proporzionalità e gradualità”.

Autore: Silicon
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