Il percorso di TILT che diventa Fondazione per lo sviluppo e la trasformazione digitale

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TILT inizia il percorso per costituirsi come Fondazione. Gli obiettivi sono la formazione dei giovani, l’incontro con imprenditori e manager anche della PA e l’integrazione delle tecnologie digitali per “sognare e realizzare” l’impresa digitale

TILT ( Teorema Incubation Lab Trieste) è nata nel 2016 sulla scorta dell’esperienza di Michele Balbi, founder di Teorema Engineering, e di  Stefano Casaleggi,  direttore generale di Area Science Park (Ente Nazionale di Ricerca e Innovazione) che, in anticipo rispetto ai tempi hanno avuto l’intuizione e hanno creduto che la collaborazione tra pubblico e privato, e le sinergie tra due universi solo apparentemente lontani, ma di sicuro complementari, possano portare a un effettivo sviluppo di impresa e alla sua trasformazione per competere nell’era digitale.

Michele Balbi, Fondatore e Presidente di Teorema Engineering

Da qui l’idea di far crescere e selezionare le startup digitali italiane in grado di competere con le loro idee nell’agone internazionale (si pensi anche solo all’esperienza a CES 2018), da qui le iniziative per generare un vero think thank per il trasferimento delle competenze agli imprenditori, e l’acquisizione della consapevolezza per cui il ruolo di incubatore, a TILT, sarebbe presto andato stretto.

Ora ecco l’inizio di un percorso per la costituzione di Fondazione TILT volto a massimizzare l’esperienza accumulata negli ultimi tre anni, per avviare un progetto di trasferimento delle conoscenze legato alle tecnologie e al servizio dei manager pubblici e privati, degli imprenditori, e colmare un gap troppo rischioso per la nostra economia.

Lo dicono i numeri. Per cultura digitale l’Italia è quasi fanalino di coda in Europa. L’indice DESI per il 2018 ci colloca al 25esimo posto su 28. Abbiamo bisogno di 85mila nuovi specialisti nel comparto, con criticità già evidenti per quanto riguarda Data Scientist, Project Manager, Business Analyst, per un mercato, incentivato dal programma Industria 4.0 che già nel 2016 ha raggiunto il valore di un miliardo e ottocento milioni di euro (+18,2 percento).

L’annuncio del percorso di “Fondazione” arriva in occasione del 20esimo compleanno di Teorema Engineering (che oggi copre tutto lo stack e agisce come system integrator, sviluppo del software e dell’infrastruttura e nell’ambito New World of Work) e del 40esimo per Area Science Park. Un annuncio che rilancia le sfide nell’ambito in cui le due organizzazioni più hanno lavorato in sinergia, ovvero proprio la promozione della cultura digitale, le possibilità di accesso delle imprese alle tecnologie, la capacità di immettere sul mercato innovazione per saldarla al tessuto produttivo.

Tilt Teorema – Da sinistra Fabrizio Albergati (Marketing e PR Director), Michele Balb (Founde)i e Robert Vrčon (Direttore Generale) di Teorema Engineering


Michele Balbi
,  Fondatore e Presidente di Teorema Engineeringspiega: “Il migliore modo per avvicinare gli imprenditori alla tecnologia è non parlare di tecnologia, ma condurli alla comprensione dei benefici. Serve donare loro una visione”.

Lancia quindi l’assist a  Robert Vrčon, neo Direttore Generale di Teorema Engineering, che indica invece la tattica, che ora prevederà l’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici , con un ampliamento dei player con cui Teorema collabora. Non più quindi quasi esclusivamente tecnologie Microsoft –  “approccio né più necessario né più sufficiente” – , ma l’abbraccio ad altre piattaforme. Per esempio per avvicinare Teorema al mondo manufacturing ecco l’intreccio con le soluzioni di SAP, e soprattutto con la piattaforma innovativa SAP Leonardo.

Stefano Casaleggi – Direttore Generale di Area Science Park

Stefano Casaleggi, direttore generale di Area Science Park, spiega invece come è evoluto il Parco di pari passo con l’incontro delle realtà di cui il Parco è al servizio : “Oggi per incontrare le imprese è necessario lavorare fuori dal Parco, il luogo attrezzato è la matrice base su cui far atterrare importanti investimenti, ma bisogna aprirsi e l’investimento pubblico ora deve guardare a tutti i territori, dobbiamo agire proprio come fanno i vivaisti. Oggi prevediamo grandi investimenti sulle tecnologie abilitanti la ricerca perché bisogna diventare attrattivi, soprattutto per quanto riguarda i talenti di tutto il mondo” . E’ importante per riuscire ad attrarre investimenti, ma soprattutto per attrarre idee ed expertise di cui il Paese è affamato.

Il percorso ora iniziato da TILT, per diventare una fondazione, guarda quindi ad un obiettivo nuovo, di realtà che vuole fare “corpo comune”. Quindi con l’evoluzione di un semplice legame startup-industria, all’idea di “coaching” per consentire alle imprese di “sognarsi concretamente digitali”.
Fondazione TILT, se così si chiamerà in forma definitiva, rappresenterà quindi proprio l’incarnazione di una nuova idea di “coaching” per dare gli imprenditori gli strumenti per ri-formulare la propria strategia di impresa, attraverso l’idea di far lavorare insieme pubblico e privato. E questo un terreno neutro su cui si possa pensare alla tecnologia non come un semplice hype, ma come strumento per la soluzione dei problemi degli imprenditori.

Allo stesso tempo, coltivando i talenti delle startup, si mette in cantiere la prossima missione a CES 2019, sulla scorta della precedente esperienza di successo,  con la selezione delle migliori realtà provenienti preavalentemente dal mondo universitario a attive nei settori Mobility, Smart Transportation/Automotive, Industry 4.0, Biotech e MedTech, FashioTech, Agro e Food Tech, ma questa è un’altra storia e la raccontiamo a breve su ITespresso.it.

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