Dl semplificazioni: Il governo Monti stima oltre 500 milioni di euro a favore delle Pmi

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Il dl semplificazioni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri. Il ministro Patroni Griffi ha spiegato i risparmi e i vantaggi per le imprese

Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok al pacchetto semplificazioni.

Il dl semplificazioni porterà risparmi che «saranno superiori ai 500 milioni di euro», e inciderà «su settori in cui i costi attuali superano il miliardo». Questo, in sisntesi, quanto ha affermato Filippo Patroni Griffi, ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, che ha proseguito il suo intervento, venerdì scorso, ritenendo che si avvertirà «un cospicuo risparmio per cittadini, imprese e per la stessa Pubblica amministrazione».
«A questa stima – afferma il ministro, citato dall’Ansa – si arriva con l’eliminazione del documento programmatico sulla sicurezza per la privacy che porterà un risparmio di circa 320-325 milioni. A questi vanno aggiunti almeno altri 140 milioni all’anno per effetto della riduzione degli oneri in materia di appalti. Dunque nel complesso il risparmio per le sole misure già stimate è di oltre 500 milioni di euro all’ anno a vantaggio delle pmi».

Per Patroni Griffi «a questo si aggiungono i consistenti risparmi attesi dall’adozione dei regolamenti in materia di controlli per le imprese, dalla autorizzazione unica ambientale per le pmi – che consentirà di abbattere significativamente gli oneri amministrativi attuali, stimati in oltre 1,3 miliardi di euro all’anno – dalla semplificazione delle procedure autorizzatorie per le imprese e dagli interventi per l’agricoltura». Vediamo in sintesi cosa succederà.

Innanzitutto è istituita una cabina di regia per l’agenda digitale: la cabina di regia, ancora in fase embrionale, “affronterà i punti chiave dell’agenda digitale: gli investimenti per la banda larga, le strategie per la sua diffusione ma anche gli investimenti per la formazione per i cittadini e per la pubblica amministrazione all’uso della banda larga”. Secondo il governo Monti “la cabina di regia deve costruire questo percorso”, perché la banda larga e l’Agenda Digitale sono necessarie per far ripartire l’economia: per ogni euro investito nelle rete se ne generano 2,5 di indotto; Internet vale oggi il 3% del Pil; il 10% in più di banda larga farebbe crescere il Pil di 1-2 punti percentuali.

La semplificazione parte dalla de-materializzazione: renderà soltanto telematiche oltre 7 milioni di comunicazioni fra imprese e la pubblica amministrazione. I cambi di residenza saranno effettivi fin dalla dichiarazione: documenti come il cambio di residenza, i certificati di nascita e di matrimonio saranno online, disponibili in tempo reale. La carta d’identità scadrà il giorno del compleanno del cittadino. Il Decreto promette di sfoltire la burocrazia per i disabili. Le domande per la partecipazione ai concorsi pubblici dovranno essere presentata per via telematica (e le Regioni dovranno adeguarsi).

Nasce il portale unico degli studenti, così descritto dal ministro Passera: “portale unico dell’offerta formativa del nostro Paese (…) in almeno due lingue e consentirà agli studenti, anche internazionali, la visibilità sulle singole offerte, sui corsi, sui servizi e le borse di studio“.

La consultazione del fascicolo elettronico di ogni impresa, da parte delle amministrazione pe i controlli necessari, genererà risparmi di circa 1,3 miliardi di euro l’anno (stimati).

UPDATE. Ecco il commento a caldo di Confindustria Digitale. “Con il decreto semplificazione, lo sviluppo dell’economia digitale  è finalmente entrato anche in Italia a far parte delle priorità dell’agenda di governo” sottolinea il presidente di Confindustria Digitale, Stefano Parisi, che apprezza la nuova tornata di mosse  dell’esecutivo  “L’istituzione di una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale posta in capo ai massimi responsabili della politica nazionale di sviluppo e modernizzazione del Paese, lo snellimento burocratico, l’obbligo di switch-off verso il digitale di una serie di  transazioni aprono concretamente la strada a una stagione di cambiamenti per l’Italia imperniata sulla valorizzazione delle tecnologie digitali e del web come chiave strategica  per affrontare i problemi di crescita, competitività e produttività”.

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Autore: Silicon
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