Da gennaio una nuova direttiva europea per la data protection

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La Commissione Europea : anche le aziende non UE dovranno aderire alla nuova direttiva per la protezione dei dati

La Commissione Europea sta mettendo a punto per il prossimo gennaio un aggiornamento alla direttiva sulla protezione dei dati alla quale dovranno assoggettarsi tutte le organizzazioni che conservano dati su cittadini europei, siano esse dell’Unione Europea oppure no. La direttiva originale redatta nel 1995 non prevedeva la crescita di internet e dei servizi cloud e le aziende prive di uffici o di apparati in Europa possono aggirare le normative europee. Sotto l’impulso del Commissario Viviane Reding è iniziata la discussione della nuova direttiva che porta al suo interno l’obbligo di legge per ogni azienda che ha rapporti con cittadini della UE di aderire ai regolamenti UE:” Le aziende che dirigono i loro servizi verso i consumatori Europei dovrebbero essere soggetti alle leggi europee per la protezione dei dati. In alternativa non devono poter esercitare la loro attività sul nostro mercato interno”.

Come si fa notare , questo deve valere anche per i social network con utenti dell’Unione Europea: “ Bisogna essere sicuri che rispettino la compliance con la legge UE e che la legge UE sia in vigore per loro anche se sono basati in una nazione terza e anche se i dati sono memorizzati in cloud”. Secondo i commissari UE i consumatori dovrebbero avere a loro disposizione più diritti per proteggere i loro dati come ad esempio la capacità di fornire un consenso esplicito prima che le loro informazioni siano usate dalle aziende e il diritto di cancellare i loro dati in ogni momento: “ I consumatori europei devono vedere una forte protezione dei loro dati , senza riguardo alla nazione dell’Unione Europea in cui vivono o alla nazioni in cui si trovano le aziende che elaborano i loro dati personali”.

In alcune nazioni , come la Germania, che trovano difficoltà a imporre alle aziende l’adesione alle loro leggi si sono già verificati i limiti della direttiva attualmente in vigore. Nel prossimo gennaio , quando il documento sarà messo a punto, si procederà alla sua discussione con un’apertura anche verso le aziende che avranno la possibilità di esporre le loro deduzioni e fare le tradizionali attività di lobbying. Si sa già che all’interno del documento saranno contenuti informazioni di un sistema chiamato di Binding Safe Processor Rules (BSPR) che permetteranno ai provider di cloud hosting di assumere la responsabilità legale per la protezione dei dati. In questo modo verrà incentivato l’uso dei servizi via cloud ,mentre ogni informazione perduta è al momento responsabilità del proprietario delle informazioni: ciò rende le aziende caute nell’uso delle tecniche di cloud computing.

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Autore: Silicon
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