Amazon apre il primo Centro Distributivo in Italia, una supply chain eccellente è possibile anche qui

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Diego Piacentini: “Amazon è una struttura di frontiera, e quando si sta in frontiera bisogna realizzare oggi quello che serve per il domani. Questo è il significato del nuovo Centro di distribuzione. Il commercio elettronico in Italia cresce bene e siamo solo all’inizio”

Amazon apre il primo Centro di distribuzione in Italia, a meno di un anno di distanza dall’avvio del sito internet italiano. E apre nel Polo Logistico di Castel San Giovanni, vicino a Cremona e Piacenza.

Il nuovo Centro di distribuzione non è frutto della semplice necessità di Amazon di espansione nel mercato, ma nasce proprio in relazione al successo del sito Internet nel suo primo anno di attività nel nostro Paese. Il luogo scelto è Castel San Giovanni, perché qui sono stati soddisfatti tutti i requisiti di eccellenza che Amazon richiede per la propria logistica. Amazon ha deciso in aprile a Seattle di dare il via e già in ottobre inaugura, mentre la prima consegna partita da Castel San Giovanni risale al 22 di settembre. L’eccellenza e la velocità sono possibili anche in Italia, quando il territorio aiuta. Prima i prodotti venivano spediti dai centri di distribuzione in Europa, ora invece anche da Castel San Giovanni che spedirà, a sua volta, in Europa.

Diego Piacentini, Senior Vice President International Amazon.com

Diego Piacentini, Senior Vice President International di Amazon.com ci spiega: “Prima di tutto abbiamo voluto incontrare le amministrazioni del territorio, che ringraziamo, per ancorarci ad esso, quindi la proprietà. E la PA ha compreso subito l’importanza della nostra presenza sia dal punto di vista occupazionale, che per i nostri piani di espansione”. Il Centro di distribuzione si chiama in codice MXP1 (dal nome dell’aeroporto più prossimo), occupa già più di 150 persone (oltre il 50% è personale femminile) e arriverà, a regime, a impiegare 250 addetti (fissi), mentre nei momenti di punta (per esempio in prossimità del Natale) con contratti diversi potranno essere impiegate anche 350-400 unità che lavoreranno distribuite su una superficie di 25mila metri quadrati (circa 4 campi di calcio, una dimensione media rispetto agli altri nel mondo). Amazon ha progetti ambiziosi, vuole portare anche in Italia la massima qualità di servizio, pur cosciente delle difficoltà.

I criteri di procedura logistica di Amazon sono praticamente identici in ogni Centro distributivo, ma in sede locale possono variare gli accordi. Per esempio con i corrieri e con i partner per la scelta del personale che viene inserito nei processi dopo un periodo di training interno, sempre con la possibilità di crescere in azienda. Diego Piacentini non nasconde che il nuovo Centro rientra nella strategia del colosso americano che in pratica è una sola: “Restare sempre il negozio online più grande del mondo. Non solo libri, media ed elettronica: venderemo anche cibo e abbigliamento”.

Stefano Perego, General Manager Amazon Logistica Italia

Stefano Perego, general manager Amazon per la logistica, entra nei dettagli dei processi e del Centro: “Il centro opera con criteri ecosostenibili, con attenzione alla scelta dei materiali, dai pallet agli imballaggi, fino al risparmio nella riduzione del volume delle scatole stesse, con un sistema che avverte quando si sceglie la scatola sbagliata sprecando spazio e occupando aria. Utilizziamo pannelli fotovoltaici sul tetto in grado di soddisfare il fabbisogno di energia, non solo del centro, ma di circa un migliaio di famiglie. In questo territorio abbiamo trovato condizioni davvero ideali per la nostra supply chain e la locazione facilita sensibilmente anche il nostro bisogno di fare network con gli altri centri europei, che è la nostra forza”.

Amazon dal punto di vista tecnologico utilizza la lettura dei codici a barre sulle scatole dei prodotti con apparecchiature a radio frequenza e le abbina ai codici a barre delle location dove verranno stoccati (niente RFID). Non è necessario con questo sistema che i libri con uno stesso titolo stiano necessariamente nel medesimo posto (perché la posizione è data dalla doppia coordinata), così come è possibile dislocare un oggetto particolarmente richiesto, in una postazione più vicina alle strutture di invio al cliente. Questo per evitare un percorso inutile all’operatore che dovrebbe reperire quell’oggetto lungo i 3 Km di scaffalatura del centro. “Il sistema è quindi particolarmente rigoroso, ma la sua forza è proprio la flessibilità e la semplicità”, prosegue Perego che resta invece del tutto abbottonato su quelli che sono i meccanismi informativi della macchina Amazon, quelli che danno valore al sistema.

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