Presto l’Europa dovrà riconsiderare la storage virtualization

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Secondo OnStor Research sul tema le aziende europee sono più indietro, rispetto a quelle americane

Secondo un’indagine stilata da OnStor Research, i sistemi di archiviazione delle imprese europee sta arrivando al capolinea.

Gli analisti, infatti, hanno rilevato che tra un anno, massimo due, non sarà più possibile gestire lo storage con le soluzioni in uso. Gli utenti stanno fronteggiando la crescita esponenziale dei dati scegliendo una pluralità di approcci che includono la più disparate gamma di soluzioni per l’archiviazione, evidenziando così la necessità crescente di sfruttare una virtualizzazione centralizzata in quanto strategia che consente per altro modalità di gestione semplificate.

Questa tipologia di approccio permette ai responsabili It di profilare, supportare e gestire ambienti di storage eteregenei come se si trattasse di una singola risorsa aggregata ma anche di amministrare le risorse d’archiviazione potendo effettuare modifiche o aggiornamenti mantenendo inalterate le performance applicative e addirittura abbattendo le tempistiche relative alle attività di manutenzione o di riparazione.

Eppure OnStor sottolinea come malgrado alla storage virtualization sia ampiamente riconosciuta la capacità di creare un ambiente flessibile e ad alta scalabilità solo il 27% delle aziende europee intervistate sta effettuando un’implementazine in questo senso rispetto al 35% delle organizzazioni statunitensi. Il 73% degli intervistati americani è supportato da server virtualizzati e il 67% sta pensando di inserire nei propri data center soluzioni di storage virtualization sfruttando nuove economie di scala per abbattere i costi e incrementare la disponibilità dei dati.

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Autore: Silicon
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