Pmi, taglio ai costi della burocrazia del 25%

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Da sole, le semplificazioni in materia di lavoro comporteranno un risparmio annuo per le imprese di circa 4 miliardi di euro, con una diminuzione di un quarto degli oneri misurati in Italia

Un taglio ai costi della burocrazia per le piccole e medie imprese del 25% in quattro anni, pari a 4,1 miliardi di euro l’anno. È questo l’obiettivo che si prefigge il Governo con il pacchetto di misure di semplificazione contenuto nel decreto legge di manovra (Dl 112/2008) e negli interventi di deregolazione del mercato del lavoro. Ma la riduzione degli oneri per le aziende italiane costi potrebbe addirittura arrivare a 25 miliardi di euro entro il 2012.
I settori interessati dalle nuove misure per la semplificazione della burocrazia sono privacy, previdenza, lavoro, paesaggio, ambiente e prevenzione incendi. Questi reintrano all’interno di un insieme di obiettivi richiesto dall’Unione europea, la quale ha stimato che per l’Italia i costi amministrativi sulle imprese siano pari al 4,6% del Pil.

Ipotizzando una riduzione del 25%, l’impatto complessivo in termini di Pil è stimato in circa 75 miliardi di euro.
Con il decreto taglia-oneri il Governo accelera il processo di misurazione e di riduzione dei costi, e prevede: il completamento del programma di misurazione entro il 2011, i piani di amministrazione per la riduzione del 25% degli oneri e una delega per tagliare in modo celere gli oneri previsti per legge.

La nuova misurazione partirà da settembre nel settore ambiente.
Nelle altre aree già misurate proseguono le attività per definire piani e misure di semplificazione.

Entrando un po’ nel dettaglio della fase attuativa, l’intervento più rilevante sarà l’eliminazione dei libri paga e matricola, che saranno sostituiti con il libro unico del lavoro. Si stima che questa azione porterà a un risparmio di 3,3 miliardi di euro sui 6 miliardi di costi dell’attuale sistema. Un ulteriore risparmio di 165 milioni di euro arriverà dall’eliminazione del libro matricola e un taglio di altri 45 milioni di euro alla spesa dovrebbe essere ottenuto dalla comunicazione e tenuta dei documenti di lavoro presso lo studio di consulenti.

Attualmente, sono già attive iniziative inerenti le misure di deregulation promosse dal ministero del Lavoro. Il risparmio che si prevede deriverà da tali attività è di 3,6 miliardi di euro, cifra che però supera i 4 miliardi di euro se si aggiunge il taglio di 511 milioni di costi previsto dalle norme introdotte con la Finanziaria 2007.

La verifica dell’efficacia delle nuove norme sarà appannaggio del ministero della Funzione pubblica
, il quale avrà anche il compito di misurare l’effetto degli interventi, dato che questi non comporteranno un’immediata e automatica riduzione delle tariffe di consulenti del lavoro e commercialisti.

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