Paxos ottiene 65 milioni di dollari di finanziamento per la sfida blockchain

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Paxos, da tempo operante come fintech nell’ambito blockchain, ottiene 65 milioni di finanziamento per raccogliere la sfida di coniugare i benefici delle criptovalute con il rispetto delle regole

Qualche progetto decolla, qualche altro no in uno scenario in cui sono ancora profonde le divisioni tra i “block-scettici” e chi invece su blockchain è disposto a scommettere e a farlo seriamente.

Evidentemente fanno parte di questa seconda categoria i venture capital del calibro di RRE Ventures e Liberty City Ventures e diversi altri investitori che hanno deciso di finanziare il progetto della startup statunitense Paxos – che opera in ambito fintech – con 65 milioni di dollari.

Un investimento “a rischio” senza dubbio, ma non troppo considerato come l’azienda, che precedentemente è stata conosciuta con il nome itBit, fondata con questo nome nel 2012 per semplici attività di bitcoin exchange, si sia nel tempo trasformata in impresa focalizzata sulla fornitura di servizi basati su blockchain.

Charles Cascarilla - Ceo e Founder di Paxos
Charles Cascarilla – Ceo e Co-Founder di Paxos

Reuters sottolinea come l’attività di Paxos sia riconosciuta, almeno per quanto riguarda il credito di affidabilità, dallo stato di New York come Trust Company, e in pratica possa operare sotto tanti aspetti con gli stessi privilegi di una banca, con la possibilità per esempio di prendere in custodia attività finanziarie tradizionali. Anche per questo sarebbe stata così abbondante la pioggia di milioni di cui sta beneficiando.

A giugno 2016 Paxos aveva annunciato una joint venture con Euroclear per sviluppare un sistema blockchain per la stabilità del mercato dell’oro, e di recente il management è tornato a rivitalizzare le proprie expertise nell’ambito delle criptovalute nel tentativo di approfittare del momento favorevole. La joint venture si è troncata circa un anno dopo ma Paxos prosegue le proprie attività con diversi istituti finanziari.

Paxos - La sua missione in un'infografica
Paxos – La sua missione in un’infografica

Oramai l’azienda nel mondo delle cryptovalute viene inquadrata tra le “specializzate”, proprio nel portare Bitcoin e altre valute in mainstream, un lavoro agevolato proprio dalla carta dello stato di New York di cui beneficia.
Il finanziamento ottenuto in questi giorni offre una boccata d’ossigeno non da poco, infatti negli ultimi mesi abbiamo assistito a una parziale marcia indietro da parte dei venture capitalist. Paxos ora sarà chiamata ad attivarsi su progetti in grado di dimostrare la possibilità di coniugare i benefici delle criptovalute e il rispetto di una serie di regole. Una sfida che, se sostenuta, potrebbe fare scuola.

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