Pardi (HDS): Verso una Unica Hitachi. Cresce il peso dei servizi

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Focus su integrazione e servizi. HDS, in una Unica Hitachi, guarda a unire IT e social, in ottica smart city. L’integrazione di HDS Consulting fa parte del progetto. A colloquio con Dario Pardi, vice president Emea Growth and Sales Transformation, che ha fatto registrare crescite del 20% in Europa. Per l’Italia, in arrivo un centinaio di milioni di euro per un’acquisizione in ambito servizi

L’obiettivo di Hitachi è ormai assodato. Quello di diventare una Unica Hitachi, dopo un processo di integrazione iniziato cinque anni fa che mira a fondere e a integrare le quasi mille realtà di cui Hitachi era composta. E’ Dario Pardi, vice president Emea Growth and Sales Transformation (oltre che president di Hds Italia), che lo illustra in una chiacchierata a Milano, nella quale ribadisce quando HDS o meglio Hitachi Data Systems (che è l’IT company del gruppo presente in 100 paesi con 5.700 dipendenti)  sia in questo processo elemento trainate.

“La Unica Hitachi fattura 122 miliardi di dollari e può vantare 5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, oltre a 5 miliardi cash per investimenti –  precisa il manager europeo -. Ma HDS, nell’ anno fiscale  chiuso al 31 marzo, ha registrato un giro d’affari di 4,4 miliardi di dollari in crescita del 15% sull’anno precedente. E questo dimostra quanto sia importante all’interno del gruppo”. Una crescita in cui l’Europa ha contribuito per il 19%, mentre l’Italia per il 20%. Buono il trend, soprattutto nell’ottica della ricerca, dove le sinergie negli investimenti possono ben giovare a HDS. “Più del 40% di 5 miliardi di dollari dedicati alla ricerca viene investito in IT e per questa HDS sarà l’elemento trainante di questo processo di integrazione” sottolinea Pardi.

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Dario Pardi, vice president Emea Growth and Sales Transformation di Hitachi Data Systems

Ora la “costola” europea di Pardi si sta ristrutturando seguendo tre logiche: rafforzare la struttura interna a partire dal management di base, impostare una strategia di crescita a livello globale, promuovere la social business innovation. Una strategia, quest’ultima, che prevede l’utilizzo della tecnologia in ambito sociale, e cioè la fusione della parte IT con quella Social Infrastracture, con l’obiettivo  di creare nuovi modelli di business e servizi. Tra questi, posto di primo piano spetta a tutto ciò che concerne l’impegno in ambito smart city che ha portato HDS ad avere ottime referenze a Singapore, Malaga, New Mexico con applicazioni in ambito energy, utilities e trasporti (il progetto della metropolitana londinese).

Guardando al fatturato, se la componente Enterprise è cresciuta del 30% lo scorso anno, è rimasta stabile la componente più tradizionale di modular system, aspettando il volando di crescita degli annunci di pochi mesi fa dei nuovi sistemi di Unified Storage. Il guanto di sfida verso Emc è più che lanciato: “Noi siamo il numero uno nell’ambito della virtualizzazione dello storage – ha dichiarato Pardi – sia  per numero di installato sia per quantità di petabyte gestiti”, mentre l’acquisizione di BlueArc ha spinto il fatturato della parte Nas (+54%).

E qui si innesca la tematica dei Big Data (sulla quale HDS ha preso coscienza più di recente) con il peso sempre più crescente nelle aziende di dati destrutturati da gestire. “Su questa tematica è importante valutare la nostra attività sul fronte dei servizi, perché le aziende sono sempre più impegnate nella gestione complessa di sistemi che devono fare convivere dati strutturati (20%) e dati non strutturati (80%) – ha dichiarato Pardi –. Serve offrire loro consulenza, perché  il fenomeno dei big data è dilagante. Per questa ragione Hitachi Consulting sarà sempre più integrata in HDS, un percorso già iniziato”. E continua:  “Il nostro vantaggio è che abbiamo al nostro interno tutti i prodotti  per gestire questi processi. Essere system integrator o produttori fa una bella differenza”.  Per completare la trasformazione di HDS nel mondo dei servizi rimane importante l’ecosistema di partner con i quali lavorare “Microsoft tra questi”, precisa Pardi.

E per il nostro Paese? Per l’Italia si attende un investimento significativo di un centinaio di milioni di Euro, destinato a ingrandire la filiale locale con partnership o acquisizioni entro il marzo 2013. “Sarà un passo significativo che faremo nell’area dei servizi, che cambierà pesantemente il peso di Hds come proposizione sul mercato di cui riparleremo dopo l’estate – ha precisato Pardi -. Il mercato italiano continua ad essere in crescita, indicativamente del 18% anche nel primo trimestre di quest’anno, ma bisogna tenere presente che nonostante i paesi emergenti scalino posizioni in classifica, l’Italia è e rimane tra i primi 10 paesi al mondo”. La Germania, in cui Pardi ha lavorato pesantemente lo scorso anno, sta già impostando le attività come quelle di una Unica Hitachi, con soddisfazione da parte del manager ora alle prese con la situazione italiana, “un paese che si fatto del male da solo – amareggiato sostiene -. Qui faremo investimenti importanti soprattutto in ambito servizi. Noi storicamente eravamo una azienda che viveva su 2-3 grandi clienti. Oggi l’82% nel nostro fatturato è fatto da new business, da nuovi clienti, con solo un 20% di business ricorrente”. E su entrambi questi ambiti HDS si concentrerà quest’anno.

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