Nokia, in arrivo altri tagli. Si perderanno 10-15mila posti di lavoro

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Prosegue il piano di Nokia per la riduzione dei costi operativi di 900 milioni di dollari entro il 2018. Secondo i sindacati attesi licenziamenti per 10-15mila persone

Dopo l’acquisizione di Alcatel-Lucent, come spesso avviene in seguito a fusioni e acquisizioni, Nokia ha dato avvio, già ad aprile al taglio di personale. Il programma ha come obiettivo il risparmio di circa 900 milioni di euro di costi operativi entro il 2018 (programma annunciato a ottobre dell’anno scorso), quello che ancora resta nell’incertezza è il numero di risorse umane cui sarà necessario rinunciare.

Secondo alcune fonti, tra cui Reuters che riporta il parere di un rappresentante sindacale dell’impianto Oulu in Finlandia, l’impatto globale finale sarà di circa 10-15mila posti, una forbice comunque ampia. Il programma di ‘alleggerimento‘ di Nokia, che impiega 104mila persone nel mondo (e quindi rinuncerebbe a circa il 10 percento delle risorse) era già iniziato con un primo taglio di circa 1400 unità in Germania e 400 in Francia, i licenziamenti sarebbero giustificati non solo dall’impatto dell’acquisizione Alcatel-Lucent, ma anche dalle sfide di mercato e dallo shifting tecnologico. A questi si sono aggiunti gli annunci di 1300 tagli in Finlandia, rinegoziati a 1032.

Rajeev Suri, Ceo di Nokia
Rajeev Suri, Ceo di Nokia

Non ci sono conferme né smentite da parte del management di Nokia, mentre – secondo fonti autorevoli – un altro delegato sindacale Tuula Aaltola così avrebbe spiegato la situazione: “Alcune funzioni – proprio per lo shift tecnologico (verso 5G e Iot) – hanno proprio esaurito il loro senso, altre sono sovrapposte a quelle di Alcatel-Lucent e poi ci sono i trasferimenti di mansioni verso Paesi in cui il costo del lavoro è più basso”.

Le aree di sovrapposizione Nokia/Alcatel-Lucent sarebbero relative a Ricerca e Sviluppo, organizzazioni di vendita, e altre funzioni corporate. E intanto sembra che le holding Nokia siano in fase di colloquio con i dipendenti di oltre 30 Paesi. Non aiuta il clima di realizzazione del taglio di costi operativi il primo trimestre dell’azienda che ha fatto segnare anche un calo nei ricavi di circa il 9 percento.

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