Microsoft, il tandem Nadella-Turner

Enterprise
Carlo Purassanta, AD Microsoft Italiasoft Italia_ld

Vincenzo Esposito, general manager Small and Mid Market Solutions Partners di Microsoft, dà una definizione simpatica ma attenta delle figure dei due manager che stanno cambiando Microsoft. Nello stesso tempo, Carlo Purassanta, country manager in Italia, punta a creare sinergie

Il tandem Turner e Nadella mostra da una parte forza e determinazione, dall’altra chiarezza e rigore. E’ la sintesi concisa ma molto pungente che Vincenzo Esposito, Small and Mid Market Solution Partner di Microsoft Italia, fa dei due keynote più importanti che hanno monopolizzato l’attenzione dei 16.000 partner provenienti da tutto il mondo e presenti alla Worldwide Partner Conference di Washington.  Alla sua seconda presenza (lo scorso anno era appena arrivato nel suo ruolo) Esposito sottolinea quanto il passaggio verso il cloud sia oramai una svolta digerita anche dai partner, data per compiuta.

Il partner si sente molto più protetto dal binomio Turner- Nadella, l’uomo severo e l’asceta – continua – perché intuisce il rigore della svolta decisiva che l’azienda ha fatto verso la tecnologia. Un ritorno ribadito alla WPC, in un contesto dove i partner possono arrivare alla sorgente delle informazioni, fare networking tra realtà anche internazionali, rinfrescare il modello di business da adottare. Credo che la WPC sia ossigeno che rinfreschi le idee e che dia il polso della situazione sulla propensione verso la tematica del momento: il cloud”.

Alcuni numeri: 103 partner presenti, gestiti in modo diretto da Microsoft, che rientrano tra la fascia alta dei partner responsabili del 100% del business enterprise. Aziende come SoftJam, nominata partner dell’anno per l’Italia, per il contributo nel percorso di trasformazione delle aziende verso il cloud, e per l’abilità nell’esecuzione dei progetti basati su Azure e Office365 in una logica di Cloud OS. Oppure come 4Ward,  unica realtà italiana ad avere un booth all’interno dell’area espositiva, che ha ricevuto un particolare riconoscimento per essere partner di eccellenza per le soluzioni Binary Tree.

Carlo Purassanta, AD Microsoft Italiasoft Italia_ld
Carlo Purassanta, country manager Microsoft Italia 

Non solo pura teoria a Washington ma anche il raffronto tra realtà diverse che hanno stanno lavorando sulle proprie strutture aziendali per vivere il passaggio al cloud. “I partner – ha dichiarato Carlo Purassanta, country manager di Microsoft Italia  – stanno cercando nuovi profili da assumere e in molti casi si parla anche di un numero elevato di persone, da 10 a 25  a seconda della realtà, che possano colmare le competenze in ambito cloud. E’ un modello verso una crescita significativa che accomuna tutti i grandi system integrator, gli Isv e i partner”.

Oggi in Italia, il Microsoft Partner Network (MPN) conta 11.100 partner di cui  circa 600 con competenze Gold e Silver, il 50% dei quali è gestito in modo diretto, “un numero che rimane a tutti gli effetti un sottoinsieme molto piccolo dell’intero ecosistema, ma che raggruppa 300 realtà molto forti” puntualizza Esposito. Non inclusi nel Microsoft Partner Network (MPN) operano 14.000 partner locali.

Il nuovo corso del MPN è molto focalizzato sulle nuove competenze in ambito cloud basate sulla capacità di misurare le performance di business su Office 365 e Azure, con un programma strutturato di recruitment. “Molti system integrator si stanno inventando scenari che nemmeno noi avevamo pensato e con queste tecnologie possono anche potenziare la loro presenza a livello internazionale – continua Purassanta -. Il cloud permette alle grandi aziende di abbassare i costi ricorrenti e cambiare paradigma investendo maggiormente nel social market. Nello stesso modo permette alle piccole aziende che non possono permettersi applicazioni legacy di avere gli stessi asset delle grandi realtà”.

Tra le iniziative che hanno permesso ai partner di trovare nuove ambiti in cui portare avanti la proposizione del cloud si annovera “Digitali per crescere” che, grazie alla prossimità di associazioni terrioriali con  partner e università, coinvolge diversi attori e spinge la trasformazioni di partner e aziende, soprattutto operanti nel mondo della piccola e media impresa. “La nostra capacità di trasformarci passa dalla capacità di trasformarsi dei partner” conclude Purassanta e le discussioni one-to-one con i singoli partner tenute a Washington saranno probabilmente discussioni one-to-many alla Wpc 2015 di Orlando per accelerare le sinergie tra i partner stessi.

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