Salesforce e Twitter insieme: perché sì e perché no

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Molti ipotizzano l’acquisizione di Twitter da parte di Salesforce: è una possibilità che ha senso, ma per certi versi anche molto problematica

Salesforce che acquista Twitter per circa 16 miliardi di dollari: è l’ipotesi che è stata fatta da diversi osservatori e che rappresenta, a quanto pare, una possibilità abbastanza concreta da spingere il management di Twitter a coinvolgere Goldman Sachs per valutare anche la presenza di altre eventuali offerte. Una mossa quasi obbligata, per evitare i rischi che abbiamo visto in altre possibili acquisizioni.

Una mossa necessaria anche perché l’unica cosa certa tra tutte le ipotesi pare essere la volontà del management di Twitter di arrivare a una vendita della società. Il social network è in una fase di stallo legata a una crescita che non c’è e alla difficoltà di far digerire agli utenti le novità che potrebbero portare più denaro in cassa, trasformando Twitter da canale di comunicazione in tempo reale a “media stream” con contenuti tradizionali: video, news, eventi in diretta. Concettualmente più semplice, probabilmente meno interattivo.

Il problema è che qualsiasi novità in questo senso è una deviazione forte dal modo in cui Twitter è stato progettato inizialmente e che rappresenta per molti il suo valore. Avere una successione di tweet in ordine strettamente temporale permette una comunicazione e una “diretta” davvero in tempo reale. Inserirvi i tweet sponsorizzati è accettabile, modificare la successione dei tweet in base a presunti algoritmi di interesse cambia il significato della comunicazione.

L'interfacia di Salesforce per l'invio di una richiesta di Direct Message
L’integrazione che c’è già: un’interfaccia di Salesforce per l’invio di una richiesta di Direct Message via Twitter

Ma potrebbe essere quello a cui un’azienda come Saleforce è interessata. L’azienda di Benioff è sempre più concentrata su tutto ciò che è in vario modo “relazione”, anche se ovviamente in un’ottica più business-oriented di quanto non sia oggi Twitter. E su Twitter ci sono le aziende e i loro consumatori, si possono creare relazioni verso nicchie specifiche di utenti, soprattutto è possibile comunicare in tempo reale per funzioni molto collegate a ciò che fa già adesso Saleforce: marketing, vendite, supporto. Le aziende che sono presenti nel social network già lo fanno, anche proprio con Salesforce.

Come tutti i social network, poi, Twitter è una miniera di informazioni non strutturate che possono essere analizzate per trarre conclusioni legate alle tendenze e di conseguenza al marketing dei prodotti. Servono importanti funzioni di analytics ma Salesforce ha già mostrato di voler seguire questa strada.

D’altro canto ci sono lati di Twitter che sarebbero quasi impossibili da gestire per Salesforce perché non c’entrano nulla con la sua attività e la sua storia. Twitter infatti è anche un luogo di comunicazione per tematiche politiche e sociali che non hanno nulla a che fare con le aziende. Ed è un ambiente che non ha alcun tipo di moderazione, problema che già ora Twitter fa fatica ad approcciare e che sarebbe impossibile da ignorare in un’ottica orientata alla relazione azienda-consumatore.

Ma dal punto di vista di Twitter, Salesforce potrebbe – se sono vere le voci di questi giorni – essere l’unica strada o quasi. Il solo acquirente alternativo di cui si parla è Google, che ha sicuramente un’esperienza consumer più marcata di Salesforce ma per cui probabilmente Twitter è già un boccone troppo grosso da ingoiare facilmente. Restano le grandi media company che vedrebbero in Twitter un canale di distribuzione in più dei loro contenuti, ma la vicenda Verizon-Yahoo in questa fase starà spingendo a grande prudenza molti consigli d’amministrazione.

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