Perché Broadcom ha preso CA, solo campagna acquisti senza sinergie?

AcquisizioniEnterprise

La campagna acquisti di Broadcom che acquisisce CA Technologies con un’offerta irresistibile ha lasciato perplessi gli analisti. Bruciati circa 16 miliardi. Allora perché?

E’ naturale che la prima cosa ad essere stata notata dell’acquisizione di CA Technologies da parte di Broadcom fosse la distanza ravvicinata (appena quattro mesi) dal tentativo fallito del vendor (con sede a Singapore, per il veto di Trump) su Qualcomm con un’offerta da 121 miliardi di dollari. In proporzione questa acquisizione è di entità decisamente inferiore e con altissime probabilità andrà effettivamente in porto. Restano però tante osservazioni da fare.

Per esempio, la prima riguarda proprio la capacità di Broadcom di mettere a frutto l’acquisizione di CA Technologies in tempi ragionevoli. Non dobbiamo dimenticare che il gigante cinese (l’azienda che ha acquisito Broadcom nel 2015, Avago Technologies, è cinese e ha preferito ovviamente tenere il nome dell’azienda americana) ci ha messo oltre un anno (novembre 2017) a chiudere la trattavia per Brocade Communications iniziata nel 2016 e in quel caso la partita era di valore ancora più piccolo (5,9 miliardi).

Il ceo di Broadcom Hock Tan

Il Ceo di Broadcom Hock Tan poi ha già dichiarato che l’acquisizione vuole permettere a Broadcom di entrare in modo significativo nel mercato delle infrastrutture, parliamo ovviamente di infrastrutture software, dove CA è ben posizionata e soprattutto propone un’offerta che sembra andare controcorrente rispetto allo scenario globale abbastanza frammentato, e complementare all’offerta Broadcom.

Eppure non sembra sia nemmeno questa una ragione valida per l’acquisizione. Alcuni analisti infatti non trovano così marcate le sinergie di business tra le attività in ambito semiconduttori di Broadcom e la proposta software di CA.

L’idea è quindi più quella di un gigante che si muove ma il cui disegno strategico non è ancora evidente, un gigante che è già sceso in campagna acquisti, in qualche caso ha fatto centro, ma non ha potuto fare subito scacco nella direzione in cui avrebbe voluto farlo (Qualcomm) e quindi prosegue con la sua strategia, ma un’altra roadmap.

Non sappiamo fino a che punto si possa realmente parlare semplicemente di offerte pazze non necessariamente coerenti, buttate sul mercato perché il portafoglio è pieno, e si possono generare maggiori opportunità di guadagno. E’ un dato di fatto però che l’incertezza sul disegno strategico sembra non essere piaciuta nemmeno agli azionisti e ai mercati che hanno visto scendere di circa il 16 percento il valore delle azioni Broadcom, per circa 16 miliardi in meno su un valore complessivo di oltre 90 miliardi di dollari.

Decisamente più di circostanza e pragmatiche invece le dichiarazioni di Mike Gregoire, Ceo di CA, che non si è nascosto dietro a un dito e, a parte rilevare l’allineamento dell’expertise software di CA con quella di Broadcom, ha evidenziato, correttamente, come l’offerta di acquisto per azione avesse un premio stellare difficilmente rifiutabile. Parliamo di 44,50 dollari per azione, del 20 percento in più rispetto al prezzo di chiusura dei mercati americani all’11 di luglio. Gli azionisti di CA certo sono più soddisfatti di quelli di Broadcom, per ora.

Nel momento in cui scriviamo Broadcom continua a perdere ma appena lo 0,9 percento. La quotazione peggiore nel 2018 riguardava la prima metà del mese di maggio, ora un’azione Broadcom vale molto meno. E per CA Technologies? L’ultima volta che le sue azioni valevano così tanto era il 2000. Chi ha fatto davvero l’affare? Ma soprattutto, è possibile che Broadcom non abbia messo in conto che un’offerta così importante avrebbe avuto un rimbalzo sulla propria realtà?

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