Nokia compra Alcatel-Lucent: forte consolidamento nel mercato delle reti

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Nokia compra Alcatel-Lucent per 16,6 miliardi di dollari e rimane sotto la guida di Rajeev Suri, attuale ceo di Nokia. L’acquisizione sarà completata entro la prima metà del 2016. Aperta la sfida a Huawei e Ericsson

Sarà completata entro la prima metà del 2016 l’acquisizione di Alcatel-Lucent da parte di Nokia, ufficializzata oggi per un valore di 16,6 miliardi di dollari (15,6 miliardi di euro).

Un’acquisizione che sancisce la nascita di un colosso europeo nel mercato degli apparati di networking e tlc, dal valore stimato di 27 miliardi di dollari, che andrà a competere con Huawei (37,4 miliardi di dollari) ed Ericsson (24,4 miliardi di dollari).
Un’operazione che vedrà la nuova Nokia attiva sui mercati asiatico, europeo e americano, in grado di offrire soluzioni hardware e software ai più grandi carrier del mondo, partendo dai contratti di partnership già in essere come quelli con AT&T e Verizon negli Stati Uniti, con Vodafone e Orange in Europa e con SoftBank in Giappone. Solidi punti di partenza.

Rajeev Suri, Ceo di Nokia
Rajeev Suri, Ceo di Nokia

Se ne era già parlato nei giorni scorsi, ma l’ufficializzazione della nascita della nuova azienda “congiunta” che porterà il nome di Nokia Corporation (nella quale Alcatel-Lucent avrà un terzo delle azioni, mentre Nokia manterrà il controllo sul restate 66.5%) è arrivata dalle parole stesse dei due Ceo, Rajeev Suri di Nokia e Michael Combes di Alcatel-Lucent, che hanno ribadito quanto l’unione delle due realtà, complementari per punti di forza e geografie, permetterà a Nokia di creare nuovi prodotti in grado di indirizzare le richieste di telco e grandi gruppi enterprise in ambito di reti fisse, mobile, cloud e IoT.
Per Rajeev Suri, che rimarrà a capo dell’azienda, l’operazione permetterà di risparmiare circa 1 miliardo di dollari a partire dal 2019 e le due aziende insieme guideranno la prossima generazione di prodotti e servizi di rete. Una razionalizzazione del business che richiederà tempo e che punta a salvaguardare gli skill di ricerca e sviluppo del gruppo.

“La nostra capacità di innovare sarà straordinaria, grazie all’unione della Ricerca e Sviluppo di Nokia con quella storica di Alcatel-Lucent, che ha come icona i Bell Labs. Combineremo la forza della ricerca con la capacità di gestire le operation necessarie per competere su scala globale – ha dichiarato Suri -. Abbiamo tecnologie complementari e un portafoglio completo per garantire la transizione verso l’Internet of Things e verso il cloud. Avremo così una forte presenza in tutte le aree del mondo, inclusa anche una posizione di leadership negli Stati Uniti e in Cina”.
Abbiamo la possibilità di creare un leader globale nel mercato dell’ultra-broadband, dell’IP netwoking e delle applicazioni cloud – ha aggiunto Combes -: crediamo che questa unione arrivi nel momento più opportuno per rafforzare l’industria tecnologica europea e che i nostri clienti trarranno beneficio dalla migliorata capacita di innovare grazie alla forza congiunta dei laboratori”, dislocati tra gli Usa, la Francia ma anche in Italia, nella nuova sede di Vimercate.

Michael Combes, ceo di ALcatel Lucent
Michael Combes, ceo di Alcatel Lucent

La nuova Nokia avrà il quartier generale a Espoo, in Finlandia, ma conferma una forte presenza in Francia – dove rimarranno i centri R&D di Villarceaux e Lannion – senza al momento specificare nulla su eventuali tagli di posti la lavoro, anche se il governo francese è già allertato sulla eventuale razionalizzazione delle attività che potrebbe interessare i dipendenti francesi.

Mark Newman, Chief Research Officer in Ovum, suggerisce che al momento  “il merge tra i due business sembra logico, considerati i punti di forza e di debolezza di entrambe le aziende, la forza e la complementarietà dei portafogli prodotti, che vedono Nokia focalizzata sul mondo delle reti mobile mentre Alcatel-Lucent sulle reti fisse, con una posizione molto attiva nei mercati SDN/NFV, dopo avere lottato nel settore wireless e faticato nel diventare un player importante nel mercato LTE”.

Certo è che le due aziende arrivano da anni difficili di transizione e riorganizzazione: la francese Alcatel si era unita con l’americana Lucent Technologies (uno spin off di At&T) nel 2006, a sua volta Nokia aveva sciolto la joint venture con Nokia Siemens Network nel 2013, un’operazione che aveva comportato tagli per 10.000 persone. Due storie che avevano lasciato sul campo licenziamenti, cessioni di attività, riorganizzazione di ricerca e sviluppo. Nel 2013 Nokia aveva, inoltre, riportato il focus sugli apparati di reti di telecomunicazione e sul mapping (Here) avendo ceduto i terminali mobili con i relativi servizi a Microsoft, per 7,2 miliardi di dollari. Insomma, storie ancora troppe fresche per essere archiviate, ora che inizia una nuova fase di merge che consoliderà il mercato degli operatori di apparati di networking e che desta, comunque vada, qualche preoccupazione.

 

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