Meg Whitman (Hp): 75 anni di storia all’insegna del nuovo stile dell’It

Enterprise
Meg Whitman, Hp

Hp Discover 2014 – Meg Whitman, ceo di Hp, chiude l’evento Hp Discover 2014 di Las Vegas, ripercorrendo la storia dell’azienda e le novità annunciate: Apollo, Atalla, The Machine…

HP festeggia 75 anni. Meg Whitman, ceo di Hp, passa in carrellata le immagini più significative che partono dalla nascita della società, in un garage a Palo Alto, fino ad arrivare ai nostri giorni. Oggi il motivo conduttore della strategia di Hp fa leva sul concetto di new style of It, un nuovo stile che punta a trovare soluzioni in ambito big data, storage, networking, mobile e cloud computing.

Whitman ha parlato di cambiamenti nell’ultimo triennio, non nascondendo la necessità di ridurre i costi, ma sorvolando dai problemi che stanno toccando l’azienda negli ultimi tempi: i licenziamenti. Whitman ha parlato anche di investimenti e ha sottolineato il messaggio che Hp è qui per restare, il liet motiv dello scorso Discover. Davanti a un pubblico vasto di clienti e partner, il ceo di Hp ha parlato di prospettive tecnologiche e “opportunità” e sottolineato l’esigenza urgente di cambiamento. Whitman, elencati i successi incamerati da Hewlett e Packard, che fondarono l’attuale Hp in un garage nel 1939, e ricorda dalle calcolatrici tascabili ai processori RISC, fino a parlare dell’incorporazione di Compaq. Whitman

Ha poi passato la palla a John Hinshaw, executive vice president technology and operation Hp, che ha ricordato l’evoluzione in ambito infrastructure, big data e come Moonshot abbia rivoluzionato l’infrastruttura. Bill Veghte, executive vice president enterprise group Hp, ha ricordato l’infrastruttura che ha e sta disegnando il nuovo stile dell’It.

Veghte ha stimolato la platea su questi temi, su cosa significhi gestire e modernizzare le infrastrutture e le apps e poi parla di Apollo, the next generation of high performance supercomputing, realizzato in collaborazione con NREL Energy, raffreddato ad acqua, e con il quale Hp vuole fare concorrenza a Ibm e gli annunci SDN per il cloud, così come la gestione di crittografia di Atalla. E, infine, ecco comparire sulla scena ‘The Machine’.

Reti fotoniche e massive memory pool per costruire l’architettura dei computer di domani. La novità, che corre sotto il nome, per ora interno ad Hp, ‘The machine’ è stato sviluppato dagli Hp Labs e portato sul palco dell’Hp Discover 2014 dopo due anni di lavoro nei laboratori della Silicon Valley. Meg Whitman, ceo di Hp, e Martin Fink, executive vice president e Cto di Hp, mostrano la novità e parlano subito di risparmio di tempo e di costi.

Whitman, in particolare, spiega il cambiamento nell’ambito dello store dei dati, con l’esplosione degli stessi e quindi con tutte le difficoltà e i consumi energetici e esborsi economici che stanno comportando.

Bill Veghte, executive Vice President, Chief Operating Officer HP
Bill Veghte

Whitman dice che circa il 90% dell’energia consumata oggi è solo per spostare dati da un luogo all’altro. Ed ecco la novità, The Machine, in sperimentazione nel 2015 e lanciata nel 2016, ma per vederla combinata con Pc dovremo attendere ancora qualche anno.

Secondo Fink i dati parleranno chiaro: 77% meno di costi; 89% in meno di energia, 80% in meno di spazio per il 97% meno complicati di quello che sono i sistemi di storage attuali. Hp vuole ridefinire l’architettura di calcolo introducendo appunto la rete fotonica per velocizzare il trasferimento di dati e creare una sorta di stoccaggio massivo che possa, col tempo, contenere interi data center con rack separabili che operano in un pool di memoria massiva.

Il progetto, ha sottolineato Fink, richiede l’aiuto di partner e dell’intera comunità open source per essere lanciato e la rivoluzione nello store sta proprio nell’utilizzo degli elettroni per l’elaborazione, i fotoni per la trasmissione e gli ioni per lo store.

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