Sale la tensione in LPTIC, azionista indiretto di Retelit

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Libyan Post Telecommunications & IT Holding Company (LPTIC), società libica che attraverso Bousval detiene la maggioranza relativa di Retelit, ha smentito voci relative a cambiamenti avvenuti all’interno del Consiglio di Amministrazione

Sale la tensione attorno a Libyan Post Telecommunications & IT Holding Company (LPTIC), società libica che attraverso la finanziaria Bousval detiene la quota di maggioranza relativa di Retelit pari a quasi il 15% del capitale, per alcune voci di un possibile cambio nel management.
Con una nota di fine ottobre 2018 la LPTIC è intervenuta però a gamba tesa contro queste notizie che, di fatto, avrebbero potuto scatenare un terremoto tra poteri forti e, forse, smottamenti che non avrebbero fatto bene né al mercato né agli interessi economici internazionali che la stessa LPTIC ha in corso. Smentendo queste voci, la società libica attraverso i suoi vertici ha precisato:  “il Consiglio di Amministrazione sottolinea inoltre che anche l’Assemblea Generale di LPTIC non ha preso alcuna decisione in tal senso”, ha dichiarato Faisel Gergab, Presidente di LPTIC e Consigliere di amministrazione di Retelit.

Faisel Gergab, Presidente di LPTIC e Consigliere di amministrazione di Retelit

La società libica è nota anche perché in occasione dell’Assemblea di aprile di quest’anno, che ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione di Retelit, confermando il management, ha strizzato l’occhio a una società di diritto tedesco, Axxion proprietaria oggi di circa il 10% delle azioni, per contrastare il tentativo di scalata da parte di altri operatori, alcuni dei quali detengono una quota di minoranza proprio in Retelit, come Fiber 4.0.

L’alleanza esterofila ha fatto scattare, il 7 giugno 2018 il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri con cui si esercitava il Golden Power (poteri speciali allo Stato da attivare nel caso in cui ritenga strategica una società).

Poco dopo, il 13 giugno 2018, il Consiglio di Amministrazione di Retelit deliberò di ‘dare contro’ al provvedimento on il quale “la Presidenza del Consiglio dei Ministri – a seguito della notifica effettuata in via meramente prudenziale e cautelativa dalla Società successivamente all’assemblea ordinaria degli azionisti tenutasi 27 aprile 2018 – esercitò i poteri speciali previsti dall’articolo 2 del c.d. Decreto Golden Power”. La società, in una nota, metteva i paletti di fronte a una situazione che, sia agli occhi dei clienti sia agli occhi degli investitori, avrebbe sconvolto gli equilibri.

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