L’Intelligenza Artificiale piace alle aziende, anche se non sanno bene cosa sia

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Uno studio realizzato da SAP Italia svela come i CEO italiani considerino l’AI un fatto importante per lo sviluppo, ma all’interno delle aziende non c’è chiarezza su cosa l’Intelligenza Artificiale sia concretamente

SAP Italia, in collaborazione con The European HouseAmbrosetti, ha realizzato lo studio dal titolo La realtà dell‘Intelligenza Artificiale, attraverso interviste ai dirigenti in oltre 500 grandi aziende (italiane e multinazionali operanti in Italia), per una composizione del campione interessato costituito per il 70 percento da amministratori delegati e presidenti e per il 30 percento da direttori generali e consiglieri di amministrazione.

Oltre il 75 percento del campione complessivo concorda nel ritenere l’Intelligenza Artificiale un fattore importante o molto importante per il proprio business, con una percentuale di disinteressati ridotta a un minimo 4,6 percento, e con l’interessante correlazione per cui il livello di percezione dell’importanza dell’AI cresce con l’aumentare delle dimensioni aziendali (e della complessità di gestione).

Infatti l’AI risulta importante e molto importante in quasi il 70 percento delle realtà con fatturato fino a 50 mln di euro, ma sale a sfiorare il 90 percento in quelle con i ricavi oltre i 500 mln di euro.

Consapevolezza CEO sull'importanza dell'AI per l'azienda
Consapevolezza CEO sull’importanza dell’AI per l’azienda

All’importanza attribuita al tema tecnologico non corrisponde però consapevolezza su cosa sia l’Intelligenza Artificiale e tantomeno su come usarla. Un problema che evidentemente non può che rallentare e rendere complesso il processo graduale di implementazione dell’AI nelle attività aziendali.

Aggiungiamo, come riflessione, il fatto che in alcuni casi le sirene del marketing hanno preferito sfruttare il termine AI per favorire la vendita di altro, generando ulteriore confusione.

Anche su questo tema poi emergono alcune criticità diffuse quando si parla di Digital Transformation e di relative responsabilità interne. Per esempio: l’82,9 percento del campione ritiene che il ripensamento di priorità, compiti e responsabilità riguardi, in prima battuta, il responsabile dell’area innovazione tecnologico-digitale,ossia il Chief Innovation Officer (CIO), il Chief Technology Officer (CTO) o il Chief Digital Officer (CDO). Seguono il responsabile di ricerca e sviluppo (61%), il responsabile di produzione (58,5%) e il responsabile marketing (56,1%).
Solo un terzo (il 33%) dei CEO ritiene di essere interessato da un cambiamento sostanziale. Emerge quindi la percezione di una netta separazione tra la dimensione strategica e quella operativo-gestionale,

Implementazione AI nei nuovi servizi
Implementazione AI – In quali servizi?

Spetta di sicuro proprio ai dirigenti lavorare su queste lacune intervenendo su tre punti di azione: lo sviluppo delle competenze abilitanti per estrarre valore dall’IA in azienda, la guida all’adozione dell’IA alla luce delle priorità strategiche del business, la garanzia di un aggiornamento continuo dell’organizzazione sul fronte IA.

Tre punti che, a dire il vero, non aggiungono molto al buon senso comune. Certo non è necessario che il CEO diventi un esperto di tecnologia ma sarà fondamentale la comprensione di tutte le implicazioni strategiche e quindi un suo più stretto rapporto con i CIO e i CSO, ma questo è un tema già ampiamente navigato.

Per quanto riguarda implementazione di tecnologie AI, in azienda l’interesse maggiore è per la sperimentazione di applicazioni per le funzioni cognitive delle macchine. Così la metà dei rispondenti dichiara che la propria organizzazione sta sviluppando soluzioni interne di IA, uno su quattro pensa di affidarsi a partner esterni, e solo uno su dieci afferma di non essere interessato a investire in questa tecnologia nel prossimo triennio.

Con l’AI si punta a sviluppare nuovi servizi e prodotti (40%) e al raggiungimento di una maggiore efficienza produttiva (36,4%). Prevalgono le iniziative legate alla relazione con i clienti e con i partner, ma l’AI è destinata ad essere pervasiva ed applicabile a tutte le funzioni aziendali.

Read also :