La Ue valorizza le potenzialità delle Pmi

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Lanciato dalla Commissione europea l’Atto sulle piccole imprese per l’Europa (Api), uno strumento che prevede dieci orientamenti e proposte di azioni politiche da attuarsi sia a livello di Commissione sia di Stati membri

Le piccole e medie imprese europee meritano di ricevere una migliore assistenza per consentire loro di valorizzare appieno le potenzialità in termini di crescita sostenibile nel lungo periodo e di creazione di un maggior numero di posti di lavoro. Lo afferma la Commissione europea che per raggiungere questo obiettivo ha lanciato l’Atto sulle piccole imprese per l’Europa (Api), basato su dieci orientamenti e proposte di azioni politiche da attuarsi sia a livello della Commissione stessa sia degli Stati membri.

“L’intento di questo strumento – ha dichiarato il Presidente della Commissione, José Barroso – è di aiutare le piccole imprese a fiorire ma anche di rappresentare per le migliori tra di esse un trampolino di lancio affinché possano diventare competitori mondiali. L’atto sulle piccole imprese è una pietra miliare nell’attuazione della Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Comporterà amministrazioni pubbliche più reattive, una diminuzione dei ritardi nei pagamenti delle fatture, l’accesso a maggiori aiuti in materia di finanziamenti, innovazione e formazione, un’Iva ridotta per i servizi forniti localmente e un migliore accesso ai contratti pubblici. Il pacchetto conferirà inoltre alle Pmi l’accesso a uno statuto di società privata europea in modo da ridurre gli oneri burocratici e accrescere la chiarezza delle operazioni”.

La Commissione propone un vero partenariato politico tra l’Ue e gli Stati membri, che riflette la disponibilità a riconoscere il ruolo centrale delle Pmi nell’economia dell’Ue e che intende attuare per la prima volta un quadro politico globale per l’Ue e i suoi Stati membri. La proposta Api va di pari passo con i piani recentemente annunciati dal gruppo Banca europea per gli Investimenti finalizzati a modernizzare e a diversificare la gamma dei suoi strumenti a sostegno delle Pmi.
Al centro dell’Api vi è la convinzione che la messa a punto di condizioni quadro ottimali per le piccole e medie imprese dipenda in primo luogo dal riconoscimento del ruolo degli imprenditori da parte della società, siano essi attivi nell’artigianato, nelle micro imprese, nelle imprese a conduzione familiare o nell’impresa dell’economia sociale, e dal fatto che si renda attraente l’opzione di avviare una propria impresa.

L’Atto sulle piccole imprese per l’Europa stabilisce 10 principi che dovrebbero essere adottati al massimo livello politico nonché misure concrete destinate a rendere la vita più facile per le piccole imprese. La Commissione europea ha deciso inoltre di proporre nuovi strumenti legislativi in quattro ambiti che interessano in particolare le Pmi:
un nuovo Regolamento generale di esclusione per categoria sugli aiuti di Stato semplificherà le procedure e ridurrà i costi. Esso accrescerà l’intensità di aiuti per le Pmi e renderà loro più agevole beneficiare di aiuti per la formazione, la ricerca e lo sviluppo, la protezione ambientale e altri tipi di sussidi;
• un nuovo statuto di società privata europea consentirà di creare una “Società privata europea” (Spe) che opererà sulla base degli stessi principi uniformi in tutti gli Stati membri. In pratica, la Spe implicherebbe che le Pmi possano costituire la loro società nella stessa forma, indipendentemente dal fatto che esse esercitino l’attività nel proprio Stato membro o in un altro. Optare per la Spe permetterà agli imprenditori di risparmiare tempo e denaro per aspetti quali le consulenze legali, la gestione e l’amministrazione;
• una nuova proposta in materia di Iva che offrirà agli Stati membri l’opzione di applicare aliquote ridotte per i servizi forniti localmente, compresi i servizi quelli ad alta intensità di manodopera, che sono per lo più erogati da piccole e medie imprese;
per il 2009 è prevista una modifica della direttiva sui servizi di pagamento per assicurare che le Pmi siano pagate entro il previsto termine di 30 giorni.

I 10 principi guideranno la concezione e l’attuazione delle politiche a livello dell’Ue e degli Stati membri, ad esempio quelle volte a garantire una seconda opportunità alle imprese fallite, a facilitare l’accesso ai finanziamenti e a consentire alle Pmi di trasformare le sfide ambientali in opportunità.
Oltre all’impegno permanente a ridurre gli oneri amministrativi del 25% entro il 2012, il tempo necessario per avviare una nuova impresa non dovrebbe essere più lungo di una settimana, il tempo massimo necessario per ottenere licenze d’esercizio e permessi non dovrebbe superare il mese e un sistema di sportelli unici dovrebbe contribuire ad agevolare gli avvii di imprese e le procedure di assunzione. L’Ue intende anche rendere più facile alle piccole imprese partecipare al processo di normazione, vincere appalti pubblici e trasformare le sfide ambientali in opportunità d’affari.

Infine l’Api cerca nuove modalità per stimolare l’interesse per l’imprenditorialità e coltivare uno spirito maggiormente imprenditoriale, soprattutto tra i giovani. I giovani che intendono avviare un’impresa possono ora raccogliere esperienze trascorrendo un periodo di tempo presso una Pmi estera grazie al neoavviato programma “Erasmus per i giovani imprenditori”. Ciò consentirà loro di aggiornare le loro conoscenze e contribuirà a creare reti tra le Pmi in Europa. Analoghi programmi di mobilità sono anche in corso di realizzazione per quanto concerne i tirocinanti.

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Autore: Silicon
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