La svolta energetica di Intel

Enterprise

Tecnologia IT, eco-compatibilità e investimenti. Ma gli Italiani sono utenti ecologicamente passivi

L’IT è importante per l’economia mondiale, come l’energia. Ma può essere importante anche per risparmiare energia. D’altra parte il settore energetico può essere anche il luogo in cui le aziende del mondo IT guardano a nuovi sviluppi tecnologici e forse anche a diversificare gli investimenti. A partire da queste considerazioni , ecco che, a 40 anni dalla sua fondazione, da un lato l’efficienza energetica e l’eco-compatibilità entrano pesantemente nelle nuove strategie di Intel e dall’altro questa stessa società annuncia di investire 24 milioni di euro in un’azienda tedesca che si occupa di energia solare.

Lo scorso giugno Intel aveva annunciato “lo spin off delle risorse chiave di una start-up all’interno del gruppo Intel New Business Initiatives per la formazione di una società indipendente, SpectraWatt Inc”. Con l’aiuto anche di Intel Capital, l’organizzazione di investimenti globali di Intel, SpectraWatt , con Solon für Solartechnik ( uno dei più grandi produttori di moduli solari d’Europa e un importante fornitore di sistemi fotovoltaici per le centrali di produzione di energia solare su vasta scala) si occuperà della produzione e della fornitura di celle fotovoltaiche per i produttori di moduli solari.

Oltre a cercare nuove opportunità di business, dal punto di vista dell’azienda lo sviluppo di una piccola unità dedicata all’energia solare è coerente con la filosofia di proteggere l’ambiente,. Intel ha in questi giorni comunicato ai suoi partner di aver iniziato la dismissione della maggior parte della generazione a 65 nm dei processori Xeon Dp per far posto alle nuove Cpu a 45 nm. E una delle ragioni è il passaggio a un nuovo step di efficienza energetica. Dunque per Intel tecnologie per l’efficienza energetica e strategie responsabili a livello ambientale vanno di pari passo, con un obiettivo dichiarato: entro il 2010 i partecipanti della Climate Savers Computing Initiative ,animata da Intel e Google, si impiegano a ridurre le emissioni globali di Co2 da computer di 54 milioni di tonnellate all’anno, apri all’emissione annuale di 11 milioni di automobili.

Ma su questa strada è essenziale sia il ruolo educativo verso l‘utenza delle organizzazioni ambientaliste sia quello dei singoli individui per l’adozione di sistemi energeticamente efficienti. Come spiega Luca Romani, responsabile dei grandi clienti per Intel Italia, la Intel “verde “ si muove lungo quattro direttrici: ciclo di produzione sostenibile, prodotti ad alta efficienza energetica, progettazione di prodotti con un ciclo di vita eco-sostenibile fino alla loro dismissione e smaltimento, lavoro con gli enti normativi. Tutto bene , ma poi che ne pensano e cosa fanno gli utenti? “Gli Italiani hanno un atteggiamento positivo vero i prodotti ecologici, ma – ammette Romani – sono ‘ecologicamente passivi’ e non sono disposti a pagare il costo della eco-compatibilità “.

E’ quanto emerge in sintesi anche da una ricerca che commissionata da Intel a Gfk-Eurisko. Nel corso della ricerca sono stati interpellate anche 100 aziende con oltre 50 dipendenti. In generale le aziende sono più attente ai consumi energetici che all’inquinamento, conoscono le energie da fonti rinnovabili, ma sono in poche ad usarle.

Tra le aziende, quasi il 50% ha tenuto conto dei consumi energetici nella scelta dei server e più del 30% per la scelta dei pc (una percentuale più alta rispetto agli individui). Analizzando la presenza di pc e server a basso consumo energetico, nel 43% delle aziende sono già presenti. Dunque soprattutto le aziende iniziano a muoversi per ridurre i consumi di energia o comunque stanno valutando politiche per ridurre il loro impatto ambientale .

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