IT Life: La Feltrinelli lancia Red, leggi, degusta e sogna… Un nuovo concept che ricorda Starbucks

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Giovanni Tedesco, cio di La Feltrinelli

Giovanni Tedesco, Responsabile di La Feltrinelli in Italia, ha partecipato ad un progetto aziendale di definizione e realizzazione di un nuovo concept di negozio. RED – Read Eat & Dream ricalca l’idea degli Starbucks, dove la lettura si sposa al gusto del caffè e ad una ristorazione di qualità. Tedesco racconta a IT Life i prossimi progetti, in negozi con Ipad a disposizione dei clienti

IT Life – In un’azienda petrolifera di 32 persone, sbarbato e giovane con tre anni di esami alle spalle in ingegneria al Politecnico di Milano, Giovanni Tedesco accresce la sue competenze in ambito software, grazie all’esperienza nel ridisegno di applicazioni per la statistica dei consumi petroliferi mondiali. Un progetto affascinante che lo porta in giro per il mondo, da Singapore agli Stati Uniti, dal Canada all’Inghilterra. Per 7 anni.
Poi la svolta inattesa spinta da un cacciatore di teste che lo porta prima in Gemeaz Cusins (gestione ticket restaurant, mense, alberghi…) fino ad accettare la sfida di La Feltrinelli (115 librerie in Italia) come capo di un progetto in un’azienda “con tante cose da fare per una piccola struttura di tre persone che doveva ridisegnare il ced, la struttura informativa,  il centro dati in outsourcing, fino al primo sito internet e al primo sito di ecommerce”. Ama la moto e la pallavolo, gioca da sedici anni in una squadra amatoriale “perché gli sport di squadra fanno la differenza…

1 –   Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
Senza dubbio Red, acronimo di Read Eat Dream, cioé lo studio e la realizzazione di un nuovo concept per librerie Feltrinelli in cui si abbina la libreria a un ristorante. L’inaugurazione del primo negozio a Roma è avvenuta nel luglio del 2012. Un progetto che mi ha permesso di entrare a 360 gradi all’interno del gruppo che ha progettato e disegnato il nuovo formato; dalla tipologie di merci da introdurre, al modello espositivo, alla parte di gestione del personale e delle nuove competenze, al design dei nuovi spazi espositivi, ai banchi cassa ed ovviamente alla tecnologia. Molta tecnologia è stata utilizzata per questo progetto: reti WI-FII per i clienti, digital signage, kiosk ipad, ma anche ipad a libero consumo e  nuovi servizi quale la nuova modalità di ordinazione “metti da parte” per fondere l’esperienza del sito di ecommerce con quella presso il negozio fisico, in una continuità unica ed omogenea.

Giovanni Tedesco, cio di La Feltrinelli
Giovanni Tedesco, cio di La Feltrinelli

2  –  Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
L’apertura a Milano in zona Porta Nuova sempre del formato RED, prevista per aprile-maggio di quest’anno. Installeremo dei totem interattivi per la clientela. Anche il questo caso il ristorante sarà gestito grazie a una società del gruppo che si chiama Antica Focacceria San Francesco. Inoltre stiamo lavorando per valutare nuove soluzione software di cassa che possano tracciare la le linee guida di un nuovo modello di servizio, da qui ai prossimi 10 anni. Partner di questo progetto è Fujitsu e contiamo di iniziare quest’anno per concluderlo entro la metà del 2014.

3  –  Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
Visual Basic per programmare, poi sostituito negli anni da linguaggi più evoluti che sposavano nuovi modi di programmare

4  – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Guardando l’hardware, direi tavolette e computer touch. Guardando al software, ci sarà uno spostamento di applicazioni verso il mobile, dalla prenotazione di ristoranti all’home banking. Il futuro sarà la tecnologia mobile declinata in hardware e software.

Giovanni Tedesco, cio di La Feltrinelli
Giovanni Tedesco, cio di La Feltrinelli

5  –  Qual è il suo eroe tecnologico e quale il suo personaggio negativo (se lo ha)?
Steve Jobs, sia come personaggio positivo sia negativo. Positivo perché ha stravolto i paradigmi dell’informatica a partire dal primo computer Lisa e dai primi Macintosh. Negativo perché non bisogna dimenticare che l’interfaccia grafica a finestre non era una sua invenzione, ma di un’altra azienda. Inoltre ha dato vista a un azienda impostando il tutto su un modello molto chiuso.

 6 – Qual è la sua tecnologia preferita? Quella  che più ha amato?
Mi divertiva sviluppare in Visual Basic, e mi ha appassionato la sua evoluzione perché è stato il primo strumento visuale di programmazione che ha cambiato il modo di lavorare.

7 – A parte l’azienda in cui lavora, quale azienda ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Vedo un panorama di aziende IT ferme in questo momento, alcune stanno cercano di razionalizzare i processi. Senza dubbio il grosso lavoro sul datacenter che sta facendo Eni, con il Cio Gianluigi Castelli, è ammirevole.

– Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
Velocità e flessibilità per rispondere alle esigenze di time to market con un attenzione al contenimento dei costi

 9 – Favorevole al cloud o contrario al cloud?
Dipende dall’opportunità e dal contesto. Un piccolo sito che fa marketing può aprirsi al cloud, una realtà che gestisce dati sensibili su carte fedeltà invece no.

10Cosa voleva fare da bambino?
Lavorare per la Lego…. mattoncini che danno forme alle idee, non molto diverso dall’approccio all’IT degli anni 2010.

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