La Commissione Europea spinge per una maggiore apertura dell’eGovernment

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Maggiore apertura è necessaria secondo il nuovo European Interoperability Framework, mentre l’eGovernment Action Plan spinge per rendere più aperti i servizi della PA

La Commissione Europea ha rilasciato l’European Interoperability Framework (EIF),che ha come scopo quello di fornire linee guida per tutta l’Europa sull’interoperabilità dei pubblici servizi. Separatamente la Commissione ha rilasciato un piano di azione per il miglioramento dei servizi di eGovernment con l’obiettivo di mettere a disposizione questi servizi all’80 per cento delle imprese entro il 2015.
Riconoscendo il ruolo fondamentale che open source e standard aperti svolgono per l’innovazione , il documento EIF di promuove e supporta l’erogazione di servizi pubblici in Europa, consentendo un’interoperabilità tra nazioni e tra settori differenti, integrando i vari framework nazionali già esistenti . EIF è il risultato di uno sforzo che ha coinvolto numerosi interessati per diversi anni, per cambiare il paradigma dell’implementazione IT nel settore pubblico.

Nei fatti, il documento “dovrebbe essere considerato quando i governi prendono decisioni sui servizi pubblici europei e dovrebbe essere allo stesso modo preso in esame nella definizione di servizi che possano essere utilizzati in futuro come parte di servizi pubblici europei”.

“La Commissione ha considerato con scrupolo gli interessi e le ragioni delle comunità legate all’open source ed all’approccio proprietario, cercando in buona fede di raggiungere un compromesso accettabile, comunque perfezionabile”, dichiara in una nota Mark Bohannon, Vice President, Corporate Affairs and Gobal Public Policy di Red Hat. Cogliendo un altro insegnamento dalla comunità open source, EIF definisce anche il principio di ‘riusabilità’ in base al quale ‘le amministrazioni pubbliche devo essere disposte a condividere con altri soluzioni, concetti, framework, specifiche, strumenti e componenti’ compreso l’utilizzo di piattaforme, tool, specifiche e componenti collaborativi. Elemento chiave dell’EIF – la determinante del suo successo o fallimento – sarà la misura dell’implementazione nella pratica dei concetti di specifiche e standard aperti.

I governi europei sono chiamati a ‘preferire specifiche aperte, tenendo conto di esigenze, maturità e supporto del mercato’ quando si stabiliscono dei servizi pubblici. Questo ultimo punto, che sottolinea i vantaggi dell’open source e la riduzione delle barriere all’accesso garantendo che gli standard aperti possano essere adottati in termini royalty-free evidenzia che ‘questo favorisce la concorrenza dato che i fornitori che utilizzano diversi modelli di business possano competere per offrire prodotti, tecnologie e servizi sulla base di tali specifiche’.

Autore: Silicon
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