Kaeser (ceo Siemens): sull’affare con Alstom non devono decidere i burocrati

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Dopo il parere negativo dell’Antitrust e le perplessità della Commissione Europa sull’affare Siemens-Alstom, il ceo di Siemens Joe Kaeser ha tuonato contro le perplessità chiedendosi se sulla mobilità internazionale debbano decidere i burocrati o gli enti preposti a vedere il futuro

L’operazione Simens-Alstom, per creare un grande polo europeo dei trasporti, sta incontrando qualche difficoltà. Non certamente da parte dei vertici aziendali, quanto, udite udite, da parte della Commissione europea, in particolare da parte della commissaria Margrethe Vestager che, secondo quanto ha riportato Radiocor, “ha espresso a più riprese i suoi dubbi sulla fusione annunciata in pompa magna nel settembre del 2017 temendo che possa creare una eccessiva concentrazione di potere nel settore a danno dei piccoli gruppi concorrenti”.

Ma a questo punto, il ceo di Siemens, Joe Kaeser, non ci sta e, in occasione della conferenza stampa di presentazione dei risultati finanziari ha tuonato e ha lanciato un deciso attacco verbale nei confronti della Commissione europea che, appunto, secondo quanto emerso anche nel corso delle ultime settimane, sta rilevando elementi di criticità nel progetto di fusione delle attività nella mobilità di Siemens con quelle di Alstom. “Sarà interessante vedere – ha detto – se l’avvenire della mobilità internazionale sarà decisa da dei burocrati tecnocrati o da degli europei capaci di guardare al futuro”.

Il Ceo ha premuto sul pedale dell’acceleratore su una situazione che è in stallo da un bel po’ di tempo, si parla del 2017, ma che, proprio di recente, ha visto schierarsi dalla parte della Commissione Europea, anche l’Antitrust che ha dato parere negativo all’operazione, vedendoci scarse garanzie al rispetto della concorrenza. Il parere negativo dell’Antitrust è arrivato un po’ come un fulmine a ciel sereno, dato che i rispettivi governi, francese e tedesco, avevano dato il loro bene placito all’operazione. Di recente, proprio il nuovo ceo di Siemens Italia, Claudio Picech, aveva sottolineato la bontà dell’operazione.

E, in una nota congiunta, le due società spiegavano “Sin dalla prima proposta di modifica presentata il 12 dicembre 2018 alla Commissione europea, Siemens e Alstom hanno proseguito il dialogo con la Commissione e hanno deciso di modificare ulteriormente per rispondere alle preoccupazioni sollevate dal feedback dei test di mercato. Questo pacchetto preserva il valore industriale ed economico dell’affare – l’ordine di grandezza delle vendite in questione comunicate in precedenza (vale a dire circa il 4% delle vendite dell’entità combinata) rimane invariato”. Tuttavia, non vi è ancora certezza che il contenuto di questo pacchetto sarà sufficiente ad alleviare le preoccupazioni della Commissione. Una decisione della Commissione è prevista per il 18 febbraio 2019.

Claudio Picech

Nel frattempo, durante la 53ma assemblea ordinaria di Siemens AG, gli azionisti hanno approvato la distribuzione di un dividendo di 3,80 euro per azione per l’anno fiscale 2018, come proposto dai consigli di amministrazione e controllo. Il dividendo per l’anno fiscale 2018 è stato quindi di 0,10 euro superiore al dividendo per l’anno fiscale 2017. La società ha ora aumentato il dividendo per cinque anni consecutivi.
L’Assemblea annuale degli azionisti ha inoltre ratificato gli atti dei membri dei consigli di amministrazione e di vigilanza per l’anno fiscale 2018. Le proposte su questi e sugli altri punti all’ordine del giorno sono state approvate dalla maggioranza.
Nell’anno fiscale 2018, conclusosi il 30 settembre 2018, Siemens ha generato un fatturato di 83 miliardi di euro e un utile netto di 6,1 miliardi di euro. Alla fine di settembre 2018, la società contava circa 379 mila dipendenti in tutto il mondo.

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