IT Life: Quando l’IT manager risponde ai desideri

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Se oggi la mobilità dettata dai nuovi device la affascina, Giovanna Nuzzo, ICT Manager di Canon Italia, crede molto nelle nuove tecnologie come la realtà aumentata. A IT LIfe racconta il suo percorso, l’amore per l’arte giapponese e il nuovo ruolo dell’IT manager, che diventa un Demand Manager, che ascolta e mette a fattor comune le esigenze del management, dei tecnologi e dell’utente finale

IT Life – Nata a Lecce, dove ha studiato fino al liceo, Giovanna Nuzzo è oggi ICT Manager di Canon Italia. Lo studio di Informatica all’università a Pisa e la passione per l’IT l’hanno portata a Milano per lavoro (prima in Xerox e poi in Océ) ma niente può toglierle il piacere di ritornare a Lecce “dove passo le mie vacanze sulla spiaggia a chiacchierare con le amiche” e quello di trascorrere il poco tempo libero (per via di una famiglia numerosa con due gemelle di 10 anni ed un ragazzo di 15 anni) dedicandosi al giardinaggio e all’arte giapponese antica, “sognando di fare un lungo viaggio in Giappone prima o poi”. Legge molto: romanzi dallo stile leggero e brillante (“il mio preferito è Nick Hornby”), classici giapponesi e ogni tanto qualche libro di divulgazione scientifica, sulla matematica…

Giovanna Nuzzo, ICT Manager di Canon Italia
Giovanna Nuzzo, ICT Manager di Canon Italia

1 – Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più l’ha appassionata, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
La mia carriera ha seguito un percorso che mi ha portato dall’attività sistemistica, al marketing, alla corporate communication, al CRM, per approdare oggi al ruolo di ICT Manager in Canon Italia. Le sfide sono state di diverso tipo e tutte molto interessanti. Negli anni scorsi sicuramente la gestione del CRM e dei processi correlati è stata appassionante perché andava a toccare gli aspetti essenziali del business della mia azienda. Recentemente la sfida più importante, dal punto di vista sia tecnologico sia di processo, è quella legata all’integrazione di Océ in Canon Italia. Il progetto è piuttosto articolato e sviluppa l’interoperabilità dell’infrastruttura e dei sistemi, per poi evolvere verso una più completa integrazione delle applicazioni e dei processi correlati.

2- Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
Il progetto più imminente è quello che consentirà di gestire con più flessibilità device diversi all’interno della rete aziendale (Bring Your Own Device). Da un punto di vista delle applicazioni di business è in corso un progetto per portare i due ambienti gestionali che convivono nella nostra azienda su una nuova piattaforma integrata. In questo modo avremo definito le giuste premesse per rendere più semplici ed efficienti i processi aziendali.

3 – Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
Per certi versi dieci anni fa alcune tecnologie erano le medesime di quelle disponibili oggi. La vera differenza sta nell’integrazione delle tecnologie di Comunicazione con quelle IT,  che ci ha portato ad essere sempre connessi ai social network, ai libri digitali…  Ognuno di noi oggi ha molte più scelte di prima per lo stesso device dal telefono fisso, al cellulare, allo smartphone. Oppure, se penso alle tecnologie che propone la mia azienda siamo passati dalle copie digitali, ai libri on demand, ai servizi di gestione documentale, al multimedia. I sistemi snformativi aziendali si sono evoluti alla stessa maniera per supportare una mobilità sempre maggiore degli utenti. Per dirla in breve, oggi viviamo immersi in un mondo di “tecnologie ibridate” che convivono nelle diverse forme, di cui usufruiamo in maniera differente a seconda dell’occasione.

4 – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Dieci anni nel mondo dell’IT sono un tempo molto lungo e quindi è molto difficile fare una previsione di questo tipo. Il trend evolutivo è sicuramente verso sistemi sempre più flessibili e accessibili, attraverso device che possiamo portare sempre con noi. Strumenti come la realtà aumentata, la stampa tridimensionale e gli aggregatori di contenuti ed immagini consentono alle aziende di erogare una gamma sempre maggiore di servizi orientati ai propri clienti e al CRM, il tutto in un’ottica di aumento di produttività.

Giovanna Nuzzo
Giovanna Nuzzo 

5 – Qual è il suo eroe tecnologico?
Non ho dubbi nel rispondere che il mio eroe tecnologico è Steve Jobs. Una persona che aveva una visione che ha cambiato profondamente le nostre vite. La sua dipartita è stata una vera perdita per tutta l’umanità.

6 – Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Ho cominciato a programmare quando le interfacce utente erano degli schermi neri con i caratteri a spaziatura fissa di colore verde. Continuo ad essere affascinata dalle icone e dalle finestre che si aprono sul mio PC. Adoro anche le tecnologie touch. Quando faccio un prelievo al bancomat e devo utilizzare i tasti, me ne accorgo solo dopo che ho cercato invano di pigiare sullo schermo. Mi aspetto che nel giro di poco tempo l’interazione con i sistemi sia sempre più user friendly ed arricchita con tecnologie come la realtà aumentata.

7 – A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Come diretta conseguenza di quanto ho detto prima su Steve Jobs, credo che Apple sia un esempio di coraggio ed innovazione che ammiro.

8- Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
Innovare senza farsi notare. Oggi nessuna azienda può fare a meno dell’IT, e l’utente dà sempre per scontato che tutti i sistemi siano attivi in ogni momento della giornata. Quando si devono apportare delle modifiche o dei cambiamenti la cosa più importante è operare cercando di ridurre al minimo i disagi per l’utenza ed il management. Chiaramente si tratta di conciliare necessità opposte, per cui è importante operare per il coinvolgimento delle persone nel progetto con un’attitudine positiva.
Da questo punto di vista credo che la sfida più grande, per le persone che operano nei dipartimenti IT, sia quella di mettersi nei panni dell’utente e del management che vuole la soluzione finale, e che alle volte non comprende il linguaggio troppo tecnico e gli step necessari per arrivare alla soluzione. Per questo mi piace pensare al mio ruolo come quello di Demand Manager, che ascolta e mette a fattor comune le esigenze del management, quelle dei “tecnologi” e quelle dell’utente finale, e pone le basi per un progetto verso la soluzione.

9 – Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Non ho una posizione a priori. Se la cloud è sicura e fornisce dei concreti benefici, perché no?

10 – Cosa voleva fare da bambina?
Non avevo le idee chiarissime, ma sicuramente mi vedevo proiettata nel futuro, a contatto con la tecnologia e la modernità, magari andando a vivere e studiare in America… Ho studiato per quello e poi ho sempre lavorato in aziende che si occupavano di IT. Sicuramente tutte le esperienze che ho fatto fino ad oggi, mi hanno consentito di realizzare le aspettative di tanto tempo fa.

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