IT Life: Polimeri e ricerca. Il caso Polynt, partendo dalla Cina

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Annamaria Codari, IT & Sap Manager di Polynt, parla anche in cinese di polimeri. Perché il progetto di implementazione di Sap in cinese l’ha affascinata e portata in giro per il mondo. Ma se la tecnologia è importante non è tutto: è utile saper staccare la spina per gustare altri sapori della vita, racconta a IT Life

IT Life – Ricerca e polimeri. Polimeri e ricerca. Perchè – mi spiega Annamaria Codari, IT & Sap Manager di Polynt, i polimeri sono in centinaia di prodotti che sono indispensabili per realizzare tutto quello che, ogni giorno, migliora la nostra vita: materia plastiche, vernici, adesivi, inchiostri, lubrificanti, carta, componenti elettronici, additivi per l’industra alimentare, dei trasporti, delle costruzioni…  Insomma, ovunque. “Polynt è un’azienda impegnata nella ricerca e sviluppo e nella produzione e vendita di anidridi organiche e loro derivati, in particolare anidride ftalica e plastificanti generali, anidride maleica, derivati e catalizzatori, anidride trimellitica e plastificanti speciali, resine, materiali compositi per stampaggio e esteri speciali. Da più di  50 anni ed è considerata una delle maggiori realtà in Europa nel settore”. Ma Codari ha iniziato la sua carriera da laureata in scienze dell’informazione sempre coinvolta in progetti Sap che l’hanno portata in giro per il mondo. Ama passare il tempo libero con la figlia Sara oggi, in attesa di riprendere a curiosare come turista per il Sud America “nei viaggi fai -da-te , i miei preferiti”. Brava cuoca per cena tra amici, si rilassa ricamando a punto croce…

1 – Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
Sicuramente i primi progetti non si scordano mai, come il primo amore. La mia passione per il sistema Sapè sempre in agguato: il progetto che mi ha appassionato maggiormente è stato infatti lo start-up di Sap nella consociata cinese di Polynt. Entrare in contatto con una cultura totalmente diversa da quella occidentale, le difficoltà dovute alla lingua (l’inglese non era così diffuso) mi hanno permesso di crescere, non solo professionalmente, ma anche personalmente. Non mi scorderò mia l’espressione degli operatori di produzione quando, durante un training, ho modificato le schermate di Sap dall’inglese al cinese e come subito dopo hanno iniziato a chiamarmi “Malia” con un viso sorridente.

Annamaria Codari nel tempo libero
Annamaria Codari,  IT & Sap Manager di Polynt

2 – Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
Dopo aver installato Sap in tutte le consociate, è necessario permetterne agevolmente l’utilizzo: risolvere i continui problemi di lentezza della rete aziendale è l’attuale sfida. Aumentare la banda non risolveva i problemi, anzi avrebbe aumentato i costi con benefici temporanei; la nuova tecnologia Riverbed ci è venuta così in aiuto. Stiamo infatti ultimando l’installazione di queste appliance in tutti i site Polynt (sia italiani che esteri) sfruttando non solo la loro capacità di ottimizzazione del traffico dati (riduzione media del 50-60 %), ma usandoli anche come macchine virtuali presso alcune sedi di dimensione ridotta in sostituzione di server fisici. Il beneficio ottenuto in questi casi è stato duplice: ottimizzazione della rete e riduzione costi (unica apparecchiatura con duplice funzione). La tecnologia Riverbed permette anche un’analisi puntuale del traffico sulla rete, consentendoci di intervenire tempestivamente in caso di problemi.

3 – Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
L’evoluzione tecnologica negli ultimi decenni ha avuto uno sviluppo esponenziale, si è infatti passati dai floppy disk 51\4, alle attuali chiavette USB, con cui oggi è addirittura possibile avviare un proprio desktop virtuale. Ricordo ancora il mio primo pc, la cui unica memoria erano due lettori di dischi da 51\4,con cui si potevano copiare i dati da uno all’altro. Ai quei tempi questa era una funzionalità evoluta!

4 – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Fra 10 anni, col solo pensiero si potrà fare quello che oggi viene fatto con una tastiera o con comandi vocali: è fantascienza? I nostri nonni immaginavano come irrealizzabile una ricerca di informazioni con un click, ma questo è avvenuto… e allora: mai dire mai!

5 – Qual è il suo eroe tecnologico e qual è invece il suo personaggio negativo (se lo ha)?
Pollyanna, la protagonista del romanzo per bambini scritto da Eleanor Hodgman Porter nel 1913. Non si tratta di un eroe tecnologico, ma il suo gioco della felicità (trovare il lato positivo in ogni situazione) permette di essere pronti a qualsiasi sfida.

6 – Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Poter essere sempre online, in qualsiasi posto ci si trovi. Sicuramente questo è un beneficio, ma non deve diventare un obbligo. E’ utile saper staccare la spina per gustare altri sapori della vita: infatti il tempo che passo con la mia bimba Sara è impagabile.

7 – A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Ammiro tutte le aziende che, anche in tempo di crisi, hanno saputo vedere l’IT non come un costo ma come un’opportunità.

8 – Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
La sfida più importante è saper dare un valore aggiunto alle attività di business, senza essere visti come costi. L’IT è una cellula essenziale di un’azienda; senza investire in essa, una società non può essere competitiva nell’attuale mercato.

9 – Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Favorevole! Avere la “testa” tra le nuvole permette di osservare le cose da un punto di vista diverso. Il cloud è un paradigma interessante, la cui adozione vede un trend in costante ascesa. E’ necessario però porre molta attenzione su punti come la sicurezza del dato, tematica per me particolarmente sensibile.

10 -Cosa voleva fare da bambina?
La professoressa di matematica nel triennio di un istituto professionale. Insegnare è stato il mio sogno nel cassetto. Le scelte fatte mi hanno permesso di realizzare questa passione durante i go-live dei vari progetti; senza così avere rimpianto del percorso professionale scelto.

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