IT Life: Emergency, in prima linea anche l’IT

Enterprise
Alberto Almagioni, cio di Emergency

Alberto Almagioni, che a sei anni ha avuto il suo primo Commodore 64, è ora Cio di Emergency, l’associazione italiana nata nel 1994 per offrire cure medico chirurgiche gratuite alle vittime di guerra. Un lavoro impegnativo, che lo porta in giro per il mondo con l’IT, come quella volta in Afghanistan alle prese con la connettività di un telefono satellitare… A IT Life Almagioni si racconta

IT Life –  “La passione incontrata a scuola per l’impegno sociale e quella per l’informatica  scoperta da bambino si sono incontrate e sono diventate il mio lavoro”. Così Alberto Almagioni, che a sei anni ha avuto  il suo primo computer (un Commodore 64!), ha studiato al Parini a Milano e ha abbandonato dopo due anni lettere classiche per iniziare a lavorare, descrive il suo approdo a Emergency, l’associazione italiana nata nel 1994 per offrire cure medico chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.Emergency – spiega dal sito – promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani e grazie al contributo di migliaia di volontari e di sostenitori, dalla sua nascita a oggi, ha curato oltre 5.200.000 persone in 16 Paesi”. Amalgioni, Cio in giro per il mondo, si porta appresso la passione per  la fotografia e la musica e apprezza la buona tavola e il buon vino (dove si trovano…). Qui in Italia colleziona vecchi computer e console, dedicandosi anima e corpo al suo lavoro.

Alberto Almagioni, Cio di Emergency
Alberto Almagioni, Cio di Emergency

1 – Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
La risposta più semplice sarebbe che il progetto migliore è quello che ancora deve venire. Al di là della battuta un po’ scontata è quello che ho appreso lavorando in un contesto così particolare. Nel 1999 era una sfida davvero ardua riuscire a sfruttare la connettività di un telefono satellitare per leggere la posta anche in una sperduta valle dell’Afghanistan. Nel 2002 installare un impianto di trasmissione dati satellitare in Afghanistan ha rappresentato una sfida molto complessa: le condizioni ambientali e la totale mancanza di supporto tecnico in loco hanno trasformato un’attività che qui sarebbe durata poche ore in un problema che ha richiesto settimane. Con il crescere delle dimensioni dell’associazione sono cresciute le necessità a cui fare fronte. L’ultima sfida in ordine di tempo è stata l’introduzione di un nuovo sistema di posta elettronica e collaborazione basata su tecnologia Microsoft. Il progetto ha previsto la migrazione da un singolo server di posta Zimbra a un sistema basato su tecnologia ibrida tra una soluzione clusterizzata on premise e il servizio on Cloud di Office 365. Questo progetto sviluppato in collaborazione con il “Microsoft Gold Partner” SoftJam, con il supporto di Microsoft Italia e del programma TechSoup, è diventato anche una case history mondiale di Microsoft e ha rappresentato sicuramente una sfida appassionante e di grande importanza.

2- Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
Per una realtà come Emergency la tecnologia è strettamente funzionale all’abbattimento dei costi, all’efficienza nella gestione e all’ottimizzazione delle risorse. Questo si traduce nella necessità di individuare soluzioni semplici, economiche e a basso impatto in termine di gestione. Oggi i punti focali sono, per quanto concerne i nostri ospedali in giro per il mondo, l’ottimizzazione della gestione l’amministrazione e l’introduzione di un sistema di cartella clinica informatizzata. Per quanto riguarda le attività della nostra sede stiamo puntando molto sull’integrazione tra il sistema di gestione dei donatori, quello che in una normale azienda sarebbe il CRM, e il gestionale amministrativo-contabile. Un altro aspetto di sicuro interesse è la riduzione del volume cartaceo e per questo stiamo ragionando sull’introduzione di un sistema di gestione documentale.

3 – Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
In dieci anni Emergency è cresciuta molto. Dieci anni fa l’ufficio IT ero io. Oggi siamo in tre. Le soluzioni tecnologiche adottate all’epoca andavano davvero poco oltre l’office automation e il livello tecnologico era molto basso.

4 – Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Virtualizzazione,VoIP, Cloud e altre soluzioni che permettono di slegare la natura dell’informazione dal media che la contiene o la propaga sono di fatto già soluzioni  che utilizziamo e che nei prossimi anni saranno sempre più strategiche. Anche se, per come e dove lavoriamo accanto a questa nuova tecnologia dematerializzata e online, dovremo sempre avere soluzioni semplici e concrete che possano sopperire alla mancanza di quella connettività che non sempre e non ovunque è scontata.

Alberto Almagioni
Alberto Almagioni

5 – Qual è il suo eroe tecnologico?
Difficile definire un eroe. Sentendo la domanda il primo pensiero è andato a Leonardo da Vinci. Forse perché la mia passione per la tecnologia è stata coltivata nel museo che ne porta il nome. Poi vengono figure più recenti da Turing, a Steve Wozinak: figure secondarie per fama ma senza le quali altri, più famosi, probabilmente non avrebbero potuto esprimere la loro genialità.

6 – Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Romanticamente direi il basic con cui scrivevo piccoli programmi sul mio Commodore 64 assieme a mio padre, quando ero bambino. Ragionando direi, da appassionato di musica il formato mp3. Ma se devo fare una scelta che metta d’accordo la testa e il cuore direi Internet è quello che mi permette di lavorare tutti i giorni ed è dove, sedici anni or sono, ho incontrato e conosciuto colei che poi sarebbe diventata mia moglie.   

7 – A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Ci sono i colossi della tecnologia, come Microsoft e Google con i quali volenti o nolenti tutti dobbiamo confrontarci: personalmente in loro vedo più opportunità che rischi e sono molto contento di poter usufruire del loro prezioso lavoro. Poi, malgrado tutto, credo molto nell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione. Tra alti e bassi, esempi ottimi e pessimi, forse con un po’ troppa flemma credo che ci siano molti progetti interessanti e molto spazio per poter lavorare.

8- Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
Essere funzionale e comprensibile. La tecnologia non dovrebbe mai esser un bisogno indotto ma una risposta a delle esigenze concrete. Può prevenire un problema a condizione che non ne crei di più complessi. Allo stesso tempo le soluzioni individuate dovrebbero. per quanto articolate o complesse. essere comunicate e spiegate a chi le deve impiegare: l’IT deve smetter di essere sacerdote di una divinità arcana; l’utente dovrebbe approcciare alla tecnologia non come se si trattasse di un culto arcano o di magia nera.     

9 – Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Favorevol
e sotto ogni aspetto. Sia perché ormai è una tecnologia imprescindibile perché chiunque abbia un computer, un tablet o uno smartphone ha imparato a usare dropbox, iCLoud, Gmail e altri strumenti cloud based a prescindere da scelte aziendali o  IT; sia perché credo davvero che sia un’opportunità. L’unico dubbio è che, come accade con tutte le “mode”, non sia sempre una scelta fatta con le dovute valutazioni.

10 -Cosa voleva fare da bambino?
L’archeologo o l’insegnate di lettere. E’ un idea, nata davanti alla grande piramide di Cheope quando ero poco più cinquenne e che ho portato avanti fino al secondo anno di università, lettere classiche, quando ho mollato per iniziare a lavorare a Emergency. Mi piace che una mia grande passione sia diventata il mio lavoro ma mi è rimasto un po’ di rimpianto per non aver finito quel percorso e realizzato un sogno.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore