IoT, anche Cisco e Acer nell’Open Interconnect Consortium

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Cisco, Acer e altre 25 aziende entrano nell’ Open Interconnect Consortium (OIC), un’alleanza dedicata all’internet degli Oggetti fondata nella scorsa estate da Intel e Samsung

L’americana Cisco, la taiwanese Acer e altri 25 nuovi membri ( vedi elenco alla fine) entrano nel consorzio Open Interconnect Consortium (OIC), un’organizzazione per l’IoT lanciata nel luglio scorso da Atmel, Dell, Intel, Samsung Electronics e Wind River. L’OIC raggruppa ormai 32 organizzazioni in modo non esclusivo. Ad esempio Samsung è anche cofondatrice del progetto Thread e Cisco sostiene anche la Allseen Alliance.

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L’Open Interconnect Consortium lavora alla definizione di un framework e di standard per assicurare una connettività sicura e l’interoperabilità a miliardi di dispositivi che compongono l’Internet degli oggetti ( IoT) quali che siano i vendor e i sistemi utilizzati. Secondo Cisco il mondo conterà 25 miliardi di apparecchi collegati nel prossimo anno per arrivare a 50 miliardi nel 2020. Le ricadute economiche e politiche in gioco sono enormi.

Per gestire i rapporti con i diversi settori industriali nel loro insieme, con sviluppatori e consumatori, l’OIC ha nominato un consiglio di amministrazione presieduto da Jong-Deok Choi, che attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente esecutivo e direttore della ricerca e sviluppo software di Samsung Electronics.
Ma l’Open Interconnect Consortium non è l’unica organizzazione per l’IoT in fase di espansione.

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Lo scorso primo ottobre anche il Thread Group ha annunciato che le adesioni al suo progetto sono aperte. Inaugurato da Nest ( Google) la scorsa estate Thread comincia ad esaminare le richieste e le necessità delle imprese che si augurano di utilizzare il protocollo di comunicazione sviluppato per il collegamento degli oggetti e dei sensori nelle case.

Anche AllSeen Alliance da parte sua vuol formare un ecosistema di oggetti collegati attorno alla tecnologia open source denominata AllJoyn , sviluppata in origine da Qualcomm. L’organizzazione opera sotto l’egida della fondazione Linux e rivendica oltre 70 membri tra cui anche Microsoft. Alcuni analisti di mercato temono che la moltiplicazione dei consorzi e dei rapporti di forza frenino lo sviluppo atteso per i gli oggetti collegati via Internet che siano interoperabili come richiedono evidentemente gli utenti.

Anche ActnerLab, Allion, Aepona, Cryptosoft, Eyeball Networks, Global Channel Resource, Gluu, IIOT Foundation, InFocus, Laplink Software, Mashery, McAfee, MediaTek, Metago, NewAer, Nitero, OSS Nokalva, Realtek Semiconductor, Remo Software, Roost, SmartThings, Samsung Electro-Mechanics, Thug Design, VMC e Zula sono membri di Open Interconnect Consortium.

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Autore: Silicon
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