Informatica rimarca il focus sull’integrazione dei dati

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Fredi Agolli, Informatica

Business in crescita per Informatica in Italia, prossima all’apertura dell’ufficio romano. Nel 2011 la crescita è stata del 65% rispetto all’anno precedente. Ne parliamo con Fredi Agolli, country manager di Informatica Software Italia

I dati che Fredi Agolli, country manager di Informatica Software Italia, snocciola per il mercato italiano sono di tutto rispetto per una filiale che ha aperto i battenti solo cinque anni fa e che oggi conta una ventina di persone a Milano, ma che muove il suo business, focalizzato sulle licenze, con partnership forti  tra le quali quelli con importanti system integrator italiani e con società dal calibro di Accenture, Capgemini, Engineering, Replay. “In Italia nel 2011 la crescita del fatturato è stata del 65% – racconta Agolli –, mentre a livello mondiale registriamo una crescita media anno su anno del 20%, con  4.500 clienti e circa 400 partner. Stiamo raggiungendo il traguardo di 1 miliardo di dollari di fatturato a livello mondiale, partendo dai 784 milioni di dollari del 2011”. Un fatturato che per il 60% viene raccolto negli Stati Uniti, per il restante 40% nel resto del mondo.

Fredi Agolli, Informatica
Fredi Agolli, country manager di Informatica Software Italia

Il focus dell’azienda continua ad essere quello degli albori americani (era il 1993), cioè quello dell’integrazione dei dati, sfruttando una unica piattaforma che soddisfa diverse funzionalità. “L’integrazione dei dati è da sempre il nostro core business e ormai richiede una priorità strategica all’interno delle aziende, con figure che ricoprano anche il ruolo di enterprise architectural manager. A questi interlocutori deve essere chiaro che Informatica è in grado di offrire un vista unica del cliente e dei suoi dati, per aiutarlo ad utilizzare al meglio il suo patrimonio informativo”.
La strategia per il 2012 è quella di continuare a indirizzare l’evoluzione del mercato dei dati, con un progetto di espansione anche a livello geografico, facendo crescere le attuali 26 filiali distribuite nel mondo.

Il core business di Informatica rimangono Data Integration, Data Governance e Data Management alla luce dei trend attuali. Precisa Agolli: “Se nel passato le applicazioni erano on premise presso il cliente, oggi sono nel cloud. Se in passato si lavorava su transazioni tra vendor e clienti oggi si lavora su interazioni anche grazie a tutti gli strumenti social disponibili. Se in passato si lavorava sul desktop in ufficio, oggi è richiesto l’utilizzo dei dati in mobilità. Per questo noi supportiamo il cliente nel suo percorso, gestendo le nuove fonti di dati”. Secondo Agolli, lo scopo di Informatica è aiutare l’azienda a integrazione i propri Big Data che oggi hanno forma complessa: sono composti da Big Transaction Data, da Big Interaction Data e da Big Data Processing, un ammontare  tale che mette in crisi anche la potenza elaborativa dei sistemi. “Informatica indirizza tutte queste problematiche con un unico framework, una piattaforma completa, unificata e aperta – precisa Agolli -. Continueremo a mantenere alto il focus sul mercato della data integration e operare sui mercati dei Big Data, del MDM e dell’ILM con una tecnologia neutrale e aperta”.

Per questo il 18% del fatturato mondiale viene investito in ricerca e sviluppo e le acquisizioni (in media un paio all’anno) vengono fatte nell’ottica di integrare tecnologie innovative nell’unica piattaforma. In Italia prossima sarà l’apertura di un ufficio romano, perché clienti interessanti non solo rimangono le grandi aziende ma anche i ministeri (tra i clienti oggi Unicredit, RCS Quotidiani, ma anche il Ministero della Giustizia e la Consip).

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