Il mercato dei servizi per la cloud infrastructure decolla con l’AI

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Cresce del 47 percento il mercato dei servizi di cloud infrastructure. E l’Intelligenza Artificiale alimenta il business, così come alimenta quello delle cpu grafiche dedicate

Il mercato globale dei servizi infrastrutturali per il cloud conferma il momento del tutto positivo nel secondo trimestre del 2017, con una crescita di circa il 47 percento, anno su anno (nel relativo trimestre), per un valore complessivo di circa 14 miliardi. Stiamo parlando proprio dei servizi di cloud pubblico, di Amazon Web Services (AWS), Microsoft e Google.

AWS domina il mercato dei cloud service provider (+42 percento su base annuale) e si prende oltre il 30 percento del totale della spesa, tuttavia cresce meno velocemente rispetto a quello dei rivali diretti. Microsoft ha marcato una crescita del 97 percento e Google del 92 percento. In ogni caso Amazon potrebbe quasi ritenersi più soddisfatta per il fatto di essere comunque cresciuta di più del quarto competitor, che è riconosciuto essere IBM.

Michelle Unger, General Manager IBM Watson Group EMEA
Michelle Unger, General Manager IBM Watson Group EMEA

Con il dato globale più rilevante per cui i primi quattro cloud service provider rappresentano oltre il 55 percento del mercato dei servizi di cloud infrastrutturale, Iaas e Paas compresi.

Fonte di tutte le cifre è Canalys che rimarca come la prima richiesta ai top vendor sia proprio legata a risorse di calcolo on demand e storage, indipendentemente dai segmenti e dalle industries. Tuttavia Canalys rimarca ancora di più come il futuro di questa crescita sarà alimentato dai clienti che utilizzeranno sempre di più piattaforme per l’Intelligenza Artificiale, trend in evoluzione di cui è riconosciuta l’avidità.

Senza contare che tutti questi vendor sono accomunati dal fatto di potere mettere a disposizione dei clienti l’AI come servizio, almeno per la comprensione del linguaggio, il riconoscimento vocale, la ricerca visuale, le occorrenze al servizio delle app in ambito text to speech. Anche se poi ogni vendor – sottolinea Canalys – sembra in questo momento poter vantare un punto di forza sugli altri. Microsoft, per esempio con l’acquisizione di Maluuba si sarebbe attestata come riferimento nel machine reading.

Cloud TPUs - Accelerated Machine Learning su cpu dedicata
Cloud TPUs – Accelerated Machine Learning su cpu dedicata

L’analisi di Canalys va oltre, per esempio sottolinea l’importanza delle mosse di Google con il suo chip proprietario dedicato per l’AI (Cloud TPU), l’ultima versione del processore su misura che utilizza per i propri servizi di AI e che Mountain View non è intenzionata a vendere a terzi, ma offrirà esclusivamente per l’utilizzo on demand per i propri servizi. I punti di forza di IBM in questo scenario sono infine forse quelli più noti.

L’AI a tutti i costi quindi, on-demand sulla cloud infrastructure? Sì, il trend secondo Canalys è questo anche se al momento nessuno può vantare una crescita significativa di ricavi, ma tutti nell’AI vedono grandi potenziali, per ora, se non altro, almeno quello di aver fatto crescere il mercato dei servizi infrastrutturali in cloud e quello dei provider di chipset, come Nvidia, il cui business legato alla GPU per i datacenter sta crescendo intorno al 300 percento. Anche AMD provvede a fornire Microsoft, Google e Baidu di processori grafici, con i relativi investimenti in infrastrutture hyper-scale. 

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