Il futuro delle risorse umane nell’era dell’AI secondo Cornerstone OnDemand

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

I trend dominante nell’ambito della gestione delle Risorse Umane per il 2018, secondo Cornerstone OnDemand. In primo piano l’ingresso dell’AI nelle applicazioni di analisi, per snellire e automatizzare i processi di selezione

Robot, automazione avanzata, intelligenza artificiale e machine learning da un lato agevolano i percorsi di trasformazione digitale, dall’altro sono soluzioni sotto esame perché considerate anche causa o comunque fattore in grado di ridurre drasticamente il numero di risorse umane necessarie.

Ha indagato soprattutto la prospettiva Cornerstone OnDemand che è azienda protagonista nel mercato del software e delle soluzioni cloud per la formazione e la gestione del capitale umano (con oltre 3mila clienti e 33,5 milioni di utenti nel mondo) . L’azienda vanta a portafoglio soluzioni che aiutano le organizzazioni dalla selezione all’onboarding, dalla formazione e collaborazione fino alla gestione delle performance e delle retribuzioni, alla pianificazione delle successioni, all’amministrazione del personale e alle analytics.

Cornerstone propone una piattaforma unificata in cloud per il recruitment, il training e la gestione delle risorse umane

Cornerstone OnDemand ha studiato i trend che domineranno l’ambito Risorse Umane nel 2018. L’attenzione si sta spostando dall’automazione, focus del 2017, all’impatto sul business e all’engagement, fattori destinati a definire le strategie HR e a plasmare il futuro del settore.

Quattro saranno i trend più importanti. (a) Nel 2018 temi come la responsabilità e la trasparenza saranno sempre più sentiti. Le aziende dovranno porre in essere strategie volte a conquistare la fiducia dei propri clienti e dipendenti, concentrandosi su aspetti cruciali come, per esempio, l’uguaglianza di genere e le pari opportunità di carriera (e di remunerazione) per uomini e donne. Inoltre, con l’entrata in vigore del GDPR, ci sarà una crescente attenzione alle modalità in cui verranno archiviati e utilizzati i dati personali e le aziende dovranno essere in grado di rispondere puntualmente a questa esigenza.
(b) Portiamo in evidenza più di quanto abbia fatto Cornerstone il tema a noi più caro della robotizzazione delle funzioni, eredità di questi ultimi anni.
Fino a qualche tempo fa le aziende che introducevano l’Intelligenza Artificiale nei propri processi erano viste come delle pioniere, ma già oggi invece un’organizzazione che oggi ne esclude l’utilizzo viene considerata antiquata e fuori dal tempo. La stima del 75 percento delle applicazioni di analisi usate dalle organizzazioni con incorporate già forme di AI è decisamente indicativa del trend.

Cornerstone in questa prima fase considera l’AI valida alleata delle aziende per supportare e migliorare le HR. L’uso dell’Intelligenza Artificiale nella gestione del capitale umano permetterà infatti di snellire o automatizzare molti processi, consentendo ai responsabili HR di concentrarsi sulle strategie e la pianificazione.
(c) Da qui la necessità di continuare ad approfondire la conoscenza dei propri dipendenti e diventare molto più flessibili rispetto al passato. Il primo mandato è legato alla capacità di individuare e trattenere i talenti, quindi creare nuovi modelli e percorsi su misura per lo sviluppo della carriera affidandosi a fornitori esterni per offrire nuove opportunità al suo intero ecosistema, riducendo significativamente il rischio di perdere i migliori. Presentare opportunità sempre nuove e stimolanti sfruttando partnership in essere all’interno della propria rete e continuare a puntare sulla formazione delle risorse presenti in azienda continua a essere un aspetto rilevante.

L’ultimo trend riguarda proprio la capacità di engagement aziendale (d). Se un dipendente ritiene di non essere apprezzato o di non progredire abbastanza nella propria carriera volge il proprio interesse altrove. Perché non accada sarà necessario attivare non tanto processi di fidelizzazione del dipendente quanto di engagement.  Organizzare strategicamente la forza lavoro, promuovere le opportunità di carriera del singolo dipendente all’interno dell’azienda, offrire mobilità interna e piani di formazione e sviluppo per una forma di fedeltà molto più in linea con i tempi moderni. La vera sfida sarà dunque creare un ambiente ricco di opportunità in cui i dipendenti si sentano davvero liberi di innovare e crescere, di aprire la mente ed essere creativi, a beneficio dell’intera azienda.

In definitiva, per determinare un reale impatto e svincolarsi dalla definizione di funzione puramente amministrativa, in questo 2018 le HR dovranno dimostrare di possedere una buona conoscenza del business, focalizzarsi sui dipendenti e sul loro engagement, costruire rapporti di fiducia ed essere più flessibili, sfruttando il pieno potenziale evidenziato da questi trend per un apporto positivo all’intera organizzazione aziendale.