Il casellario giudiziario s’ingegnerizza su scala europea

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Il Cnipa supporta il ministero della Giustizia nell’adesione al progetto varato da Bruxelles nel gennaio scorso

Il casellario giudiziario italiano custodisce oltre 6 milioni di schede con i precedenti penali e civili dei cittadini. Da oggi questo gigantesco capitale informativo verrà ingegnerizzato su scala europea in modo da consentire un’immediato interfacciamento tra i vari archivi giudiziari dei Paesi membri. In questo modo i profili penali delle persone straniere coinvolte in fatti delittuosi potranno subito essere condivisi, rendendo più proattivi gli interventi da parte delle forze dell’ordine aumentando la risposta alla crescente domanda di sicurezza dei cittadini.

Il Dipartimento Affari di Giustizia e la Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia hanno siglato infatti con il Cnipa un accordo per la partecipazione italiana al progetto pilota di “Casellario Europeo”, nell’ambito del Network of Judicial Registers (Njr), per lo scambio elettronico di informazioni sui precedenti penali dei cittadini della Ue che sfrutta i collegamenti di rete europea Testa e italiana Spc, il cui punto di interconnessione è appostato presso lo stesso Cnipa.

Grazie al “Progetto Njr”, attualmente Francia, Germania, Spagna, Belgio e Lussemburgo hanno realizzato l’interconnessione tra i propri casellari giudiziali; Repubblica Ceca e Slovacchia sono prossime all’adesione. Adesso anche l’Italia, già dotata di un sistema informativo tecnologicamente adeguato, entra a far parte della piattaforma europea sperimentale. A livello economico, il progetto era stata varato nel gennaio scorso, quando la Commissione Europea aveva approvato il piano d’investimenti per il progetto per la interconnessione, per un importo complessivo di oltre 941 mila euro, il 70% finanziato dalla stessa Ue e il restante 30% a carico del Cnipa e del Ministero della Giustizia. La durata del progetto è stata inizialmente fissata in due anni, ma verrà ampliata in relazione alla graduale partecipazione di altri Stati europei. Il iano di sviluppo prevede una serie di attività finalizzate, tra l’altro, alla riclassificazione dei reati e delle sanzioni secondo gli standard definiti dal progetto pilota, alla modifica di data base e di procedure d’interrogazione e di aggiornamento nonché all’implementazione del software per l’invio e la ricezione delle richieste da o verso gli altri Stati.

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Autore: Silicon
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