Il 2014 un anno di bilanci per l’IT

Enterprise

Social, Mobile, Cloud e Big Data: in questi ambiti il 2014 rappresenterà per il mercato un momento di seria verifica

Il 2013 può certamente essere archiviato come un anno in cui si è ‘scommesso’ parecchio, se si parla di IT. Sono stati lanciati prodotti e progetti interessanti in ogni ambito, di tanti di questi il momento della verifica arriverà già nel 2014. Possiamo procedere per punti.

1. In ambito social, con l’entrata in borsa, Twitter entra nella piena maturità, vedremo come proseguirà la sua corsa, come metterà a frutto l’acquisizione di Vine (che risale proprio a inizio 2013), vedremo quale sarà il progetto che riuscirà a rubare a Facebook la scena. Alla nascita e alla frammentazione delle costellazioni di network social, tipica dei fenomeni ancora in divenire, seguirà necessariamente una qualche forma di concentrazione. Ancora poco si è riflettuto sulla differente distribuzione geografica di alcuni social network, fenomeno che potrebbe avere una sua valenza nello spostare l’ago della bilancia. Senza contare che non tutti gli utenti possono seguire tutto. Le stesse aziende, che vedono i social network come canale di sviluppo del proprio business, devono necessariamente scegliere dove investire e come. La strategia andrà definita entro l’anno che sta per iniziare, se non fosse che probabilmente è già tardi.

2. In ambito mobile prima di tutto bisognerà tenere d’occhio le ricche novità promesse da Apple. Nel 2014 si capirà definitivamente se Tim Cook è in grado di ‘visioni’ a medio e lungo termine come lo era Jobs e quindi se Apple potrà rappresentare ancora un riferimento di innovazione, come lo è stato anche nel 2013. Samsung vuole stupire con una proposta di smartphone ‘extra’ mondo Android, sganciandosi da Google, un problema (o un’occasione di business) che Apple non ha. Delle decine di tablet proposti con Android, però, non per tutti ci sarà posto ancora, e Android stesso deve crescere, compiere quel balzo necessario per non essere bollato come sistema operativo di successo, ma ‘meno qualcosa…’ rispetto ad iOs che sui tablet è certamente il benchmark di riferimento.

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Una delle novità più interessanti per il 2014 sarà il nuovo portafoglio di smartphone Samsung basati su Tizen

 

Questo potrebbe rappresentare l’inizio di una vera partita, con un brand, che di certo si è fatto conoscere prima di tutto per il suo ‘hardware’ e che ora sfida i giganti del software, da cui sono arrivate le innovazioni più importanti negli ultimi anni. Per Blackberry sarà l’anno delle risposte, perché senza risposte potrebbe non esserci un anno ancora da vendor indipendente, e ultimo, ma molto importante, Microsoft dovrà fare i conti prima di tutto con se stessa, a partire dal nuovo Ceo. Microsoft nel 2013 ha aperto – o rinnovato – la lotta su ulteriori fronti, senza rinunciare a proporre le proprie soluzioni hardware e software a 360 gradi. Ha rilanciato la scommessa Surface, ha aggiornato Windows, ha scommesso forte in cloud con Office 365 e con la piattaforma Azure, ha investito tante risorse ancora anche su Bing, vedremo con che risultati. La crescita di Windows 8 è un punto centrale, se il sistema non riuscirà a crescere come deve in aziende e sui tablet, la richiesta di innovazione e praticità inevasa sarà soddisfatta da altre piattaforme. Qualcosa si è già visto.

Entro il 2014 si andranno definendo ulteriormente le proposte per la gestione del parco mobile in azienda (BYOD), problema, insieme a quello della sicurezza, la cui soluzione non è più rimandabile e dichiarato centrale dagli analisti Gartner.

3. Cloud e Big Data. Per il primo ci sono tante speranze di vedere anche il nostro Paese muovere passi avanti. Se le cose dal punto di vista dell’accesso al credito e fiscale non cambiano proseguiranno su questa strada con progetti di ampio respiro solo le startup più giovani e le Pmi di comparti che per natura non conoscono crisi, quelli che operano con proposte di eccellenza in comparti specifici. Nella lotta sui volumi, invece, gli imprenditori avranno altro a cui pensare e non ci sarà spazio per l’innovazione semplicemente perché non ci sarà alcuno spazio. In questa drammatica eventualità, assisteremo al massimo che l’imprenditoria si potrà sentire di fare, e cioè sfruttare il cloud non tanto per innovare, quanto per ridurre semplicemente i costi, con le soluzioni immediate di software as a service proposte da Microsoft e di storage in cloud. Ambiti di sviluppo che anche in ambito consumer promettono ricavi in crescita.

Sui Big Data: la ‘propaganda’ americana ce li ha fatti vedere ovunque nel 2013, ma onestamente i progetti significativi di Big Data computing in Italia si possono contare sulle dita di una/due mani. I Big Data rappresentano infatti un vero “ribaltone” nel computing. E il nostro Paese al momento è alle prese con altro, difficile vedere impegnata la nostra piccola impresa in questa scommessa da qui a tre anni. Nei primi due anni (sui cinque di ‘boom’ per IDC) staremo a guardare. Prioritari per l’evoluzione del nostro business sono ancora l’aggiornamento dell’infrastruttura di Rete, una regia – che sembra ancora latitare – nel coordinare tutte le proposte di digitalizzazione a macchia di leopardo in corso, soprattutto nella PA, e un’iniezione di fiducia negli investimenti che nessuno sa bene con quale cocktail di farmaci preparare.

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Una schermata del Report Cisco sui Big Data che evidenzia i fattori critici con cui si dovranno misurare i vendor nel 2014

A livello globale, Hp resta il vendor che scommette e rischia di più, con la sua proposta a 360 gradi, in ogni ambito, dai data center al consumer. Ibm potrebbe portare a termine il progetto di alienazione dell’hardware, vendendo i suoi server e rilanciare su software e servizi. Evitiamo qui di entrare nel dettaglio delle tecnologie ‘hot’ per il 2014, un attimino Usa-centriche (come per esempio l’evoluzione degli acquisti di prossimità grazie all’esperienza via realtà aumentata). E’ comunque un dato di fatto che le cosiddette Smart Machines, rappresentano in casa Ibm la prossima frontiera. Da Emc e Oracle ci si attende una strategia molto aggressiva. In Italia Emc responsabilizzerà ulteriormente i propri partner chiamati a portare il oltre il 70 percento della contribuzione, e Oracle – in risposta – promette rebate più alti proprio per i protagonisti del canale. Il duello tra Emc e Oracle a livello globale si giocherà sulla valorizzazione degli asset di ciascuno dei vendor, Oracle ha investito tantissimo nella proposta Database In-memory che nel 2014 raggiunge la piena maturità, Emc con Vmware vanta una proposta cloud top, per come è pensata molto facile da declinare su misura per ogni cliente.

E nel 2014 non c’è dubbio che farà bene più degli altri chi lavorerà meglio all’integrazione tra software e hardware con soluzioni pronte all’uso, ma non preconfezionate, piuttosto declinabili su misura del cliente, dal cliente stesso, attraverso dashboard e consolle. Sotto l’etichetta Software Defined cadranno le tipologia di proposte più amatem, non solo di hardware, ma anche di servizi.

 

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