I sette rischi del cloud computing, secondo Gartner

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L’analista vede in questa logica un sicuro sviluppo per il futuro, ma mette in guardia dalle trappole

Gli analisti di Gartner ritengono che l’impatto del “cloud computing” sui CIo avrà un’ampiezza paragonabile a quella del commercio elettronico. La previsione, tuttavia, non vieta di fornire qualche consiglio sui rischi connessi all’utilizzo di risorse e servizi informatici messi a disposizione da terzi, via Internet.

Dall’analisi emergono sette punti-chiave da chiarire, prima di siglare un accordo con un fornitore. In prima battuta, occorre assicurarsi della qualità del fornitore, il suo livello di affidabilità e la possibilità di controllare sempre il suo operato. Ci sono, poi, gli aspetti legali: in fondo, è il proprietario dei dati a essere responsabile in caso di infrazione normativa. Dunque, il fornitore esterno deve accettare ogni richiesta di audit e disporre di tutte le certificazioni di sicurezza necessarie.

L’utilizzo di siti storage multipli è uno dei punti forti del cloud computing, ma anche un elemento di debolezza. Dunque, occorre sempre sapere in quale luogo fisico sono allocati i dati, per quanto dematerializzati. Inoltre, l’altro aspetto qualificante è la condivisione di risorse, cosa che implica il rispetto della confidenzialità dei dati, da ottenere attraverso apposite tecnologie di crittografia e di isolamento. Inoltre, Gartner ritiene che le aziende debbano essere sempre messe in grado di recuperare i dati, collaborare con la giustizia, se necessario, e possano avvalersi di fornitori affidabili sul lungo periodo.

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Autore: Silicon
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