I se e i ma della deduplicazione

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Gartner riflette sui sette peccati capitali che ancora un po’ frenano la virtualizzazione

In occasione dell’Infrastructure, Operations and Management Summit di Orlando, Gartner ha colto l’occasioene per fare il punto in merito allo stato della virtualizzazione. In cotnrotendenza rispetto al trend tecnofashion di molti opinionisti, infatti, i ricercatori affermano come la deduplicazione non rappresenta affatto la panacea a tutte le problematiche It e questo per ben sette motivi diversi:

1) Rischio di guasti a più alto impatto – La caduta di un server fisico che supporta un volume consistente di server virtuali che a loro volta ospitano un grande numero di applicazioni ha un impatto dall’effetto stroboscopico rispetto a quanto avviene nel mondo reale in cui i server di back up vanno a sostituire praticamente a caldo la macchina in crash.

2) Decadimento delle performance – Le aziende che intendono presidiare al meglio le applicazioni più critiche predispongono risorse dedicate sia per quanto riguarda la motorizzazione e lo storage che per tutto quanto concerne la rete e la prioritizzazione del traffico. In un ambiente dinamico la suddivisione delle risorse che possono essere assegnate in automatico a seconda della domanda è l’obiettivo principale della virtualizzazione ma ogni tanto le prestazione applicative possono degradarsi, e questo non necessariamente in seguito a un eventuale guasto.

3) Osolescenza del sapere – Nel’ambito della virtualizzazione servono skill multilivello, che comprendono anche la preparazione specifica degli operatori di help desk a supporto dei pc virtuali. Questo implica una formazione verticalizzata che non sempre le aziende sono in grado di percepire come un asset fino a che non si trovano di fronte alle problematiche specifiche.

4) Complessità analitiche – Le macchine virtuali, in quanto programmate, creano nello staff It la sensazione di una gestione più immanente, generando un falso senso di sicurezza.

5) Standardizzazione – Strumenti e processi utilizzati per indirizzare l’ambiente fisico spesso non possono essere sfruttati la mondo virtuale e di conseguenza l’It deve pensare a indirizzare nuove spese per compensare e supportare la virtualizzazione.

6) Abuso – La facilità di rilascio delle soluzioni virtualizzate e la mancanza di un life-cycle management delle macchine deduplicate può generare un abuso di questa tecnologia e a una moltiplciazione dei responsabili It atti a presidiarli.

7) Abitudine mentale – Una volta che l’It inizia ad usare la virtualizzazione non riesce più a fermarsi. Gartner ha in serbo alcune dritte che contribuiscono a porre un freno al danno di un’eccessiva virtualizzazione.

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