HP, il cloud quinta potenza mondiale

Enterprise

Il cloud, in termini di fabbisogno energetico, è la quinta potenza dopo Cina, Usa, Russia e India. Stefano Venturi, amministratore delegato di HP Italia, ribadisce l’impegno anche sociale di HP, perché l’accessibilità della tecnologia significa anche realizzare una società più sostenibile. Alla tappa milanese di HP World Tour 2014, Moonshot di scena

Rivolta a clienti e partner, la tappa milanese dell’HP World Tour 2014 è stata l’occasione per fare il punto sulle strategia di HP in ambito enterprise con i manager dell’azienda che sta portando il format ideato con HP Discover in giro per l’Europa, per celebrare da una parte i 75 anni della storia di Hp, dall’altra per misurare con mano il legame dell’azienda con i tessuti produttivi dei singoli paesi, oltre che le relazioni con le pubbliche amministrazione e  con i partner di canale. Perché le partnership sono da sempre (e rimarranno anche per il futuro) uno dei punti cardini della strategia di HP per aggredire il mercato. Soprattutto quello delle aziende.

Venturi Stefano, AD di HP Italia e VP Corporate  di HP
Venturi Stefano, AD di HP Italia e VP Corporate di HP

A Milano oltre 750 partecipanti si sono confrontati con la nuova mission che Meg Whitman sta portando avanti dal suo arrivo in azienda, quella di riportare HP ad essere un’azienda di ingegneri, fortemente focalizzata sulla tecnologia, che abbraccia questa nuova era battezzata  “The New Style of IT” con offerte sia per il mondo enterprise sia per la platea consumer, con “flessibilità, accessibilità ed efficienza” come punti di partenza per nuovi modelli di business.  Per il mondo delle aziende, “It’s time to build a better enterprise together”  senza dimenticare, con un po’ di amarcord, la prima tecnologia che Bill Hewlett e Dave Packard posero alle fondamenta di HP (l’audio oscillatore HP 200a ideato nel 1939 dal  piccolo garage di Stanford).

E se Stefano Venturi, amministratore delegato di HP in Italia e corporate VP HP, celebra i 50 anni della storia di HP anche nel nostro paese (25 gennaio 1964)  ripercorrendola dalla fabbrica di  Stezzano (aperta nel 1991) fino ai giorni d’oggi, dall’altra ribadisce l’impegno di HP per il futuro in Italia. “Oggi in Italia HP conta  5.000 dipendenti, è un partner di riferimento per i progetti con la pubblica amministrazione, gestisce servizi che supportano 300.000 accessi al business. L’informatica sta vivendo oggi una delle sfide più grandi data dall’accelerazione verso i social network e i big data, con forti dinamiche mai viste prima d’ora.  HP si sta strutturando per essere vicina ai clienti, in un mercato unico che va dal consumer ai grandi clienti, offrendo tecnologie  e servizi. Questo ci permette di osservare l’intera filiera e di cogliere trend e cambiamenti: l’IT cambia stile e lancia sfide enormi, bisogna interpretare la mole di dati in modalità economicamente accettabili”. Perché accessibilità va a braccetto anche con il realizzare una società più sostenibile e per questo ogni dipendente di HP può disporre ogni mese di quattro ore di permesso retribuito per svolgere attività di volontariato, “il che significa un parco di 20.000 ore  messo a disposizione della collettività”. hp cloud

Ma è Jan Zadak, presidente HP Enterprise Services Emea, a sottolineare quando il business oggi dipenda da agilità, flessibilità e velocità della tecnologia. Instrastruttura, servizi, device e software  sono i quattro fattori fondamentali perché le aziende possano rispondere alle loro esigenze e possano avere successo nei rispettivi mercati.  “La flessibilità richiesta dal fenomeno del Byod e della mobilità fa sì che gli amministratori IT in aziende enterprise debbano disporre di strumenti agili. Entro il 2017, il 75% di tutti gli ambienti IT sarà sviluppato in cloud e noi vogliamo posizionarci come un’azienda in grado di offrire cloud services ai nostri clienti – precisa Zadak -. Il cloud, se fosse paragonato a una potenza mondiale, richiederebbe un fabbisogno di energia molto elevato: in classifica sarebbe la quinta potenza dopo Cina, Usa, Russia e India, prima del Giappone”. E questo spinge a realizzare server con consumo energetico ridotto, come Moonshot, che per HP rappresenta un elemento rivoluzionario nella  strategia di ottimizzazione di tecnologie e costi: lo spazio all’interno del data center viene ottimizzato con Moonshot ma soprattutto il consumo energetico viene ridotto dell’87%”.  Oggi Hp conta 1.100 clienti in private cloud, conclude Zadak, con più di 50.000 device connessi. Un mondo in trasformazione che lancia sfide continue (ritorna il concetto “The New Style of IT”) dove è necessario che ci sia un training continuo di tutti gli attori per far fronte a tematiche critiche, tra le quali la sicurezza.

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