Gregoire, il nuovo CEO, dà la sveglia a CA Technologies

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Gregoire (CA): Se vogliamo essere la migliore società di ingegneria del software dobbiamo essere in forma, attivi. Andiamo molto bene in Italia e in Francia, ma abbiamo qualche problema in UK

Mike Gregoire è entrato da pochi mesi in carica come CEO di CA Technologies prendendo il testimone da William E. McCracken, che ha guidato CA Technologies a partire da gennaio 2010.
Nel recente curriculum di Gregoire vi è la carica di chairman, presidente e chief executive officer di Taleo Corp . Taleo è stata acquisita all’inizio del 2012 da Oracle per quasi 2 miliardi di dollari.
Prima di entrare in Taleo, Gregoire ha trascorso quattro anni in PeopleSoft ed è stato executive vice president di PeopleSoft Global Services.
Secondo il CEO di CA Technologies la trasformazione si guida con le tecnologie innovative, non con la potenza muscolare. E CA Technologies mette al centro dell’attenzione lo sviluppo dell’area gestione e sicurezza dei Big Data.

Sybille Gassner, caporedattore di Silicon.de (appartenente al nostro gruppo editoriale NetMediaEurope) ha incontrato Mike Gregoire nel corso di CA World tenutosi a Las Vegas la scorsa settimana.

SG: E’ ormai in CA Technologies da circa 4 mesi, quali crede siano i punti di forza e di debolezza dell’azienda?
Gregoire: Ci sono molti punti di forza e ce ne sono alcuni che possono essere ancora migliorati. Tra i punti di forza abbiamo una relazione assolutamente fantastica con i clienti. Ho incontrato centinaia di clienti negli scorsi quattro mesi e, dopo aver preso il mio incarico pensando che ci fossero delle tensioni tra l’azienda e i clienti, ora ho scoperto che non ce n’è. Essi vogliono CA, hanno fiducia che CA sia in grado di far girare tutte le loro applicazioni in modo sicuro sulla loro infrastruttura, mainframe e sistemi distribuiti. E vogliono che noi siamo in grado di fare lo stesso accompagnandoli nella migrazione verso il cloud computing.
Ma ci sono aree di miglioramento: siamo una società che è in affari da 37 anni, portiamo qualche chilo di troppo, dobbiamo metterci un po’ a dieta e fare un po’ di ginnastica. Talvolta siamo un po’ troppo pesanti e lenti. Se vogliamo essere la migliore società di ingegneria del software dobbiamo essere in forma, attivi. Muoverci velocement , essere agili. Penso che vedrete nuovi prodotti in breve tempo.

SG: Un feeling da startup
Gregoire: Abbiamo adottato nella società una metodologia agile. Stiamo lavorando a sviluppi interni, con impegno sui clienti, per comprendere le loro esigenze, metterle nel software e testarlo velocemente. Costruiamo da soli le nostre piattaforme usando i tool più moderni e la più moderna infrastruttura. Sempre con una domanda: stiamo facendo questo perché l’abbiamo sempre fatto così oppure ci sono modi nuovi di pensare e di fare che rendono le cose più facili.

SG: Stante disinvestendo in cose che non sono più il vostro core business?
Gregoire: Questo non è mai stato il nostro punto di forza. Siamo come un ripostiglio e teniamo qualunque cosa e per sempre. Se diamo un’occhiata ai nostri prodotti, ce ne sono alcuni che sono in giro da anni e abbiamo clienti che fanno girare versioni differenti in uffici diversi della loro azienda. Dobbiamo lavorare per far passare i clienti alle release dove l’innovazione sta avvenendo. E’ una cosa difficile da fare. Dobbiamo mostrare che abbiamo un interesse genuino a far sì che ottengano il massimo valore di business.

SG: In Europa CA è vista come una società americana con uffici satellite. Per cambiare questo stato di cose ha cominciato a enfatizzare una focalizzazione europea. Perché ci avete messo cosi tanto a capire l’importanza del mercato europeo?
Gregoire: Negli ultimi anni l’Europa non è stata un target ricco, non lo era per noi di Taleo, non lo era per nessuna software house americana. E’ duro fare affari anche adesso. L’Europa era sulla strada di diventare un ambiente economico difficile in cui la gente aveva difficoltà a prendere decisioni di innovazione tecnologica a causa dell’incertezza trimestre per trimestre. Ora le cose sembrano migliorate.

SG: Ma le società americane si concentrano ancora sul mercato inglese , trascurando Francia, Italia , Spagna e anche la Germania.
Gregoire: Andiamo molto bene in Italia e in Francia, ma abbiamo qualche problema in UK. E siamo molto interessati alla Germania.

SG: Nel suo discorso di apertura di CA World ha parlato di innovazione organica, ma cosa significa organico concretamente.
Gregoire: Il concetto è che stiamo costruendo applicazioni da zero, invece di usare acquisizioni per aggiungere prodotti al nostro listino. Va in questa direzione l’annuncio di Layer 7 e Nolio. Prima abbiamo lanciato nuovi prodotti nel trimestre. Abbiamo una forte roadmap di prodotto. E dobbiamo operare così giorno per giorno.

SG: Quindi meno acquisizioni sotto la sua guida?
Gregoire: Non si sa mai cosa succeda in un anno. Possiamo farne molte o anche nessuna. Faremo qualcosa che abbia senso.

SG: Avete intenzione di spingere al massimo su Saas. Quanti prodotti volete far passare al cloud?
Gregoire: Nel tempo molti evolveranno e vedremo molto Saas. Bisogna però essere cauti con termini come Saas e Cloud. Certe applicazioni e certi clienti preferiscono al Saas un cloud ibrido o privato. Altre nostre applicazioni sono così legate al networking che non ha senso un cloud ibrido e privato. Puntiamo su diversi cavalli in corse diverse. Ma in generale direi che una piattaforma Saas è il metodo più agile per portare velcemente innovazine ai nostri clienti. La qualità di una soluzione erogata in modalità Saas è migliore di una licenza perpetua dato che viene tenuta alta la responsabilità di fare un buon prodotto. E’ il momento per CA di guidare in questo campo e di non essere passiva.

SG: C’è un business mainframe da un lato e Saas dall’altro. Come metterli insieme?
Gregoire: Prima di tutto, siamo l’unica azienda che continua innovare sul mainframe. Ma staimo per portare una generazione tutta nuova di tecnici nell’ambiente mainframe come è statto fatto nelle scuole o per Linux o l’ambiente Dotnet.

SG:Pensate a più cooperazione con le università per ottenere più esperti di mainframe?
Gregoire: Abbiamo fatto molte cose in Europa a Praga dove abbiamo un centro di sviluppo mainframe. Abbiamo anche un certo numero di persona a Islandia vicino a New York e a Boston. Vogliono lavorare in Java e se poi la messa in produzione del software è su mainframe o su un macchina Linux per loro non è rilevante.

SG: Quando chi si occupa di cloud sarà a in grado di rivaleggiare con la divisione mainframe,  in termini di fatturato o profitti?
Gregoire:Non succederà molto presto. Ma alla fine verrà un giorno in cui la nostra innovazione nel cloud e nei prodotti distribuiti supererà il fatturato mainframe, anche se non so quando.

SG: Come vede CA a un anno da ora, quali differenze?
Gregoire: L’innovazione dei nostri prodott . Siamo su una curva di innovazione che sale molto rapidamente. Siamo nel posto giusto nel momento giusto, abbiamo denaro e abbiamo talenti e abbiamo proprietà intellettuale.

SG: La sensazione finora è che CA sia una azienda conservatrice, solida e affidabile, ma ci sia un pericolo con le offerte Saas e cloud
Gregoire: Io guarderei di più all’innovazione e alle capacità moderne di sviluppo senza fare nulla di distruttivo. Si tratta di trovare la strada per dare successo in modo più veloce ai nostri clienti.

SG: Grazie.

 

 

 

 

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Autore: Silicon
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