Google pronta a cambiare il suo algoritmo di ricerca ?

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Google pronta a cambiare il suo sistema di ricerca dominante per soddisfare le richieste dell’antitrust della UE

Google si sta preparando a cambiare il suo sistema di ricerca dominante in Europa per soddisfare le rischieste della autorità antitrust dell’Unione Europea. Nelle sue trattative con Bruxelles Google ha promesso di rendere i consumatori “chiaramente avvertiti ” quando il gigante della ricerca online promuove i propri servizi di ricerca in aree specifiche come ristoranti, finanza , shopping. Inoltre metterà in evidenza i link verso i servizi di ricerca specializzati concorrenti.

La rivelazione arriva dal Financial Times .La scorsa settimana Joaquin Almunia , Commissario UE alla concorrenza, aveva dichiarato la necessità che Google differenziasse chiaramente i suoi servizi da quelli degli altri, ma aveva anche sottolineato il fatto che Google non avrebbe dovuto cambiare gli algoritmi di ricerca chiave che guidano a un prodotto.

Le indagini della UE su Google risalgono al novembre del 2010 innescate dai ricorsi di molte società , compresa Microsoft. Nel febbraio scorso Bruxelles aveva dichiarato di aver ricevuto alcune proposte per porre fine al periodo di osservazione e le stava esaminando in vista di un annuncio per una un decisione finale da prendere entro metà anno.

In precedenza la Federal Trade Commission americana aveva lasciato cadere un’indagine analoga dichiarando la mancanza di un base legale per la causa contro Google. Le critiche si appuntano soprattutto sulla percentuale del 70 per cento con cui Google controlla il mercato della ricerca su internet e i relativi introiti pubblicitari.

La settimana scorsa poi un gruppo di importanti aziende , guidate da Microsoft e Oracle, aveva aperto un altro fronte di ricorsi presso la Commissione Europea circa la posizione dominante di Google nel sistema operativo Android per dispositivi mobili.

Recente anche un’azione congiunta di sei nazioni europee contro Google perché riduca i suoi controlli e il monitoraggio che ritengono possano violare le leggi europee della protezione della privacy.

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Autore: Silicon
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