Ginni Rometty, CEO di IBM, ha obiettivi ambiziosi

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Ginni Rometty deve incrementare il volume di affari di IBM di 8 miliardi di dollari nel 2015

Ginni Rometty, CEO di IBM, deve fare i conti con un’equazione delicata: soddisfare gli azionisti dopo che il gruppo ha investito molto in crescita per linee esterne e nello stesso tempo si è liberato di asset giudicati non strategici , ma che hanno ridotto il fatturato. Gli esperti partono dalle cifre che il CEO di IBM ha fornito agli investitori. IBM ha realizzato 35 acquisizioni dal 2010 per 12 miliardi di dollari.

Nel corso del decennio appena trascorso IBM si è separata da numerosi asset giudicati via via non strategici: personal computer, stampanti, sistemi POS con il rientro di denaro fresco ma una perdita di fatturato stimato in 15 miliardi di dollari. Ma Ginni Rometty alza la barra e pone per la sua azienda un obiettivo 2015 di 20 dollari di EPS (earning per share). Per ottenere questo deve incrementare il volume di affari di 8 miliardi di dollari nel 2015. Un obiettivo estremamente ambizioso che dipende dal cash flow generato .

Per questo Rometty ha definito tre direzioni strategiche. La prima direzione riguarda il modello di trasformazione continua adottato da IBM per mantenere alti margini e generare valore. Questa strategia passa per le acquisizioni e la focalizzazione sulla ricerca che occupa il 60 per cento dei suoi sviluppatori. La seconda direzione riguarda lo Smarter Computing che va tradotto in nuovi settori dell’informatica e dell’ICT: Big Data e analytics,mobilità, social media e cloud computing . In IBM avrebbero individuato 144 aree di mercato a forte crescita solo nel 2012. IBM dovrebbe seguire 285 obiettivi tecnologici che la società raggruppa sotto i diversi nomi di Smarter XXX.

IBM traccia una strada verso ambienti definiti da software che vanno al di là del semplice cloud computing. La terza direzione va verso i nuovi mercati e una nuova clientela nel senso di nuovi campi di attività come il marketing, gli acquisti , le risorse umane , le città . Un esempio di questa strategia è l’impegno di IBM nell’ambito dei big data e degli analytics con 400 matematici che lavorano alla messa a punto di algoritmi per la business analytics. E la tecnolgia Watson che è alla base del più grande dei supercomputer di IBM dovrebbe trovare le sue prima applicazioni commerciali prima della fine di quest’anno per accompagnare un’annuncio big data probabilmente nel marketing.

Big Blue crede a tal punto nell’analisi dei big data da rivedere le sue stime di fatturato in quest’ambito e prevedere i fatidici 20 miliardi di dollari nel 2015 con un supplemento atteso di 4 miliardi di dollari ossia la metà dell’obiettivo fissato da Rometty.

Lo sviluppo di IBM passa anche attraverso le assunzioni . Negli ultimi tre anni IBM ha reclutato novemila venditori specializzati esperti in settori come la sanità, l’energia, le telecomunicazioni, le banche e lo sfruttamento delle risorse naturali. Ha portato a 8100 il numero dei suoi analisti e a cinquemila quello dei consulenti specializzati nell’integrazione di tecnologie.

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