Gartner prevede il successo dell’It-as-a-service

Enterprise

Multisourcing, Saas, business process e infrastructure utility sono modelli destinati a prendere il posto delle tradizionali forme di approvvigionamento

Cambiano le modalità di acquisto di Information Technology. La moderna gestione delle aziende si basa sulla velocità, cioè su un business che cambia continuamente, adattandosi alle condizioni di mercato. L’It deve essere in grado di seguire questo frenetico ritmo, ma, almeno finora, non ha avuto strumenti e capacità di adeguarsi.

La testimonianza di Marco Zanussi, direttore risorse umane e sistemi informativi del Gruppo Mossi & Ghisolfi (Mg), è illuminante: “Siamo il secondo gruppo chimico italiano, abbiamo insediamenti in numerose parti del mondo, ma la struttura complessiva dell’azienda è snella e molte funzioni, fra le quali l’It, hanno una gestione centralizzata. L’azienda è in continua evoluzione, soprattutto attraverso acquisizioni e accordi internazionali, e i processi devono adeguarsi. L’It è sempre quello che arriva per ultimo”. Il Gruppo Mg produce il Pet, ovvero il materiale dal quale si ricavano le bottiglie di tutte le principali bevande in circolazione. Di fatto, è la leader mondiale nel suo campo, lavora con le principali aziende del beverage, vanta un fatturato di 2,7 miliardi di euro e un organico di poco superiore alle 2.500 persone, soprattutto allocate negli stabilimenti in giro per il mondo. L’it ha concentrato la gestione dei principali processi core in sede centralizzata e lavora in outsourcing per tutto il resto. Oggi, per mantenere il passo del business, segue con attenzione quanto proposto dalle architetture Soa e dal software-as-a-service.

Un caso come questo rappresenta il prototipo dell’azienda che deve affrontare le nuove sfide del business e punta anche sull’approvvigionamento per adeguarsi. Secondo Claudio Da Rold, distinguished analyst di Gartner, sta ormai arrivando il tempo dell’It-as-a-service, ovvero un contesto nel quale saranno affermati modelli alternativi di sourcing, adeguati alla realtà del tempo e improntati alla flessibilità. “Utility computing, software-as-a-service, cloud computing, appliance, grid e remote management sono fra i fenomeni che da semplice tendenza sono destinati a trasformarsi in realtà quotidiana. Il problema non è se, ma quando avverrà il cambiamento”.

Il tema della riduzione dei costi si interseca con quello della necessità di essere flessibili in tutti i comparti dell’azienda e questo porta con sé cambiamenti strutturali inevitabili. Da Rold fa notare come il successo di realtà come Salesforce.com o di Amazon (che fornisce infrastrutture It on demand, anche se da noi molti non se ne sono nemmeno accorti) sia già un segno di un’evoluzione in atto. “Questi fenomeni portano a ridiscutere il ruolo della funzione It delle aziende. Se il responsabile sarà in grado di pilotare il cambiamento, per lui si apriranno scenari interessanti, altrimenti il rischio di essere scavalcati dal management è più che concreto”.

L’It-as-a-service passa per alcuni modelli, che stanno prendendo sempre più consistenza. Fra questi, il più conosciuto è senz’altro il Saas (Software-as-a-service), che è ormai in cima alle priorità di molte realtà aziendali. C’è poi il Business Process Utility, una sorta di evoluzione del Business Process Outsourcing, che promette maggior flessibilità e risparmio di costi, cui si possono aggiungere il remote mamagement e soprattutto il cloud computing. Questo è il modello propugnato dai big di Internet, come Amazon e Google, ma recepito anche da Ibm e destinato a cambiare il modo di erogare servizi ai clienti. “La funzione It delle aziende deve saper gestire queste evoluzioni – conclude Da Rold – comprendendone il potenziale, ma anche i rischi, soprattutto legati al maggior peso di operatori esterni nella gestione del processi aziendali. Oggi occorre soprattutto capire come cambia il mercato, ma già entro i prossimi dodici mesi sarà bene confrontarsi con i fornitori sui modelli di delivery e procedere con qualche progetto pilota. Entro tre anni, poi, il mix fra servizi tradizionali e alternativi sarà inevitabile”.

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Autore: Silicon
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