Yahoo decide per lo spinoff, anzi il reverse-spinoff, delle sue attività “core”

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Stop allo scorporo della partecipazione in Alibaba e via libera invece allo spinoff di tutto il resto di Yahoo: basterà a calmare gli azionisti?

Contrordine in casa Yahoo: niente spinoff della partecipazione in Alibaba anche se ci si lavorava da quasi un anno e avvio invece del “reverse spinoff” di tutto il resto. Sono queste le conclusioni a cui è arrivato il management guidato dal CEO Marissa Meyer per garantire al meglio “il valore a lungo termine per gli investitori” come alcuni di essi chiedevano a gran voce da qualche tempo.

Marissa Meyer, CEO di Yahoo
Marissa Meyer, CEO di Yahoo

L’inversione di rotta è stata decisa, ha spiegato Marissa Meyer, perché non ci sono garanzie sufficienti che lo spinoff della partecipazione in Alibaba non sarebbe stato soggetto a tassazione. E in questo caso a una ingente tassazione, dato che sarebbe stata calcolata sul valore della partecipazione stessa, che è molto più alto di qualsiasi altra attività di Yahoo. Questo rischio avrebbe comunque pesato sin da subito sulla quotazione della nuova società spinoff e comunque, se concretizzato, sarebbe stato un colpo molto duro finanziariamente.

Il management continua a ritenere però che la separazione della partecipazione in Alibaba dal resto di Yahoo sia “importante per la continua trasformazione del nostro business”, secondo Meyer, ed ecco la decisione per il reverse spinoff: tutto ciò che non è Alibaba sarà trasferito a una nuova società che avrà una quotazione in Borsa separata da Yahoo e le cui azioni saranno distribuite pro-rata agli attuali azionisti.

Non che questa sia la soluzione definitiva dei problemi di Yahoo. Innanzitutto sarà un processo lungo che potrebbe durare anche un anno. Legalmente non siamo di fronte a uno spinoff “sano” di due aziende in attivo che hanno delle linee di business proprie e che si separano perché divise avrebbero una valutazione superiore sul mercato. Di fatto la “vecchia” Yahoo diventa solo una holding finanziaria e la nuova società raccoglie ciò che di Yahoo sta, dal punto di vista economico, andando meno bene.

Oltre al fattore tempo ci sono da considerare altri potenziali problemi. Il primo è che anche questo spinoff probabilmente non sarà immune da una tassazione, il secondo è che il mercato non appare molto convinto che le attività Internet di Yahoo, trasposte in una nuova e più piccola società, possano avere quell’inversione di tendenza che la “vecchia” Yahoo non è stata in grado di realizzare in diversi anni. Appare più probabile che la nuova società venga acquisita da qualcun altro (Verizon è tra i papabili dopo l’acquisizione di AOL), una opzione che però il management di Yahoo in questa fase non può certamente annunciare e nemmeno lasciare intravedere.

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