Santoni (Cisco): La velocità dell’IT impatta su tutti i settori

EnterpriseFisco e Finanza

Una chiacchierata con Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco, spazia da Internet of Everything a Expo 2015. Perché Internet sta evolvendo in modo veloce e impatta sul business: bisogna far dialogare la parte di IT con la parte di OT, per allineare investimenti e operation

L’accelerazione che Internet sta imprimendo al mercato riguarda l’intera industria e, di riflesso, tutte le aree di competenza di Cisco. Un’accelerazione che caratterizza un periodo definito da Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia, “divertente” perché l’industria non è mai stata così vicina al business e come non mai può accelerare la trasformazione. “Internet is evolving, fast – precisa il manager citando un claim aziendale -. Penso che l’IT e il business per la digitalizzazione di imprese e pubblica amministrazione stiano vivendo un momento di grande convergenza per fare fronte a una discontinuità che sta colpendo aziende e mercati: è necessario reinventare processi arrivati a un certo livello di maturazione, guardando anche ai trend di mercato”.

Cisco stima che il 75% delle imprese entro il 2020 saranno aziende digitali e tecnologiche discostandosi dalla visione più conservativa di Gartner, che prevede che solo il 30% riuscirà a fare un salto tecnologico adeguato dato il gap di competenze da colmare, nonostante molte aziende si stiano già attrezzando con figure professionali ma non siano ancor in grado di reimmaginare e reinventare da cima a fondo il proprio business. “Le aziende stanno ripensando al loro modello di business partendo dall’integrare nuove competenze digitali – precisa Santoni -. Essere un’azienda digitale significa riunire lT e OT, cioè la parte di Information Technology con la parte di Operational Technology adottando un’architettura veloce. Una fast IT permette di ridurre i costi operativi del 20-25%, un budget che potrà poi essere reinvestito in progetti nuovi che spingono anche l’evolvere dell’IoE”.

Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia
Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia

Un fenomeno, l’Internet of Everythings (IoE), che per Cisco segue lo sviluppo di tre componenti molto forti e tra loro correlate.
Se la parte di Machine to Machine è quella storica (di IoT) di cui si parla da una decina di anni, legata principalmente alla sensoristica e più recentemente al wearable, le altre due aree a maggiore sviluppo sono quelle Machine to People, legata alla capacità di interpretare big data e analytics su dati strutturati e non strutturati in real time, e People to People, che contempla esperienze di collaboration via via sempre più semplici e intuitive. “Sono tre sottocategorie che compongono l’Internet of Everything, dove persone, processi, cose e dati sono in relazione tra loro. Ad oggi ci sono 13 miliardi di oggetti connessi: si stima che entro il 2020 si arriverà a 50 miliardi – precisa Santoni -. Abbiamo straordinarie opportunità di mercato come Cisco, in quanto molte aziende non sono ancora state contaminate dalla rete. Basti pensare al mondo agroalimentare in mostra anche ad Expo 2015 e manifatturiero, o anche alla digitalizzazione di città e paesi”.

Opportunità che per Cisco vanno lette in ambito collaboration, security, enterprise e data center, dove spingere sulla nuova infrastruttura AciApplication Centric Infrastructure – evoluzione delle architetture precedenti che, in virtù di quanto sta succedendo nel mondo applicativo, permette la gestione in tutto il data center. Così come sulla proposta di Intercloud, annunciata lo scorso anno e in Italia ancora in fase di attivazione, che darà la possibilità ai cloud di interfacciarsi tra di loro per creare una rete di cloud. “Ad ACI e a Intercloud si aggiungono gli strumenti di analytics in tempo reale, strategici per le aziende in quanto si stima che il 38% del valore realizzabile con Internet of Everything sarà generato dai risultati emersi dall’analisi dei dati”.  Un valore complessivo, stimato a livello mondiale, pari a 19 trillioni di dollari.

Gli ultimi dati Assinform, rilasciati poche settimane fa sul mercato Italiano, vedono il cloud in crescita del 37% con un’adozione più veloce rispetto agli altri paesi europei e auspicano il cambiamento nella stessa direzione di Cisco. “Serve però formare competenze a tutti i livelli della filiera, dagli studenti grazie alla collaborazione con il ministero della pubblica istruzione passando dall’Accademy Cisco, fino alla riqualificazione dei partner e degli sviluppatori precisa Santoni, impegnato a meno di due mesi dall’apertura di Expo 2015 a coordinare le attività legate alla partnership con Expo, che per Cisco ha significato un investimento di 40 milioni di euro. “Del ritorno di questo investimento è prematuro parlare – conclude scaramantico Santoni -. Sono fiducioso ma faremo il punto fra qualche anno“.

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore