Samsung investe il suo futuro nell’IoT

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CES: un investimento di Samsung di 100 milioni di dollari nell’IoT

All’interno di un CES tutto orientato all’IoT, anche Samsung ha annunciato un investimento di 100 milioni di dollari nel settore dell’Internet degli Oggetti. Anche per Samsung quello dell’IoT è un mercato ad alto potenziale, ma ancora frammentato che va occupato da posizioni di leadership.

Ne fa fede l’intervento di un importate dirigente del gruppo sud coreano , BK Yoon, che non ha parlato di mobilità quanto si è concentrato sull’altro segmento di mercato che dovrà esplodere nei prossimi anni, L’IoT per tutti gli analisti  di mercato è il settore dove si giocheranno partite decisive nei prossimi anni: gli oggetti e le cose collegate si conteranno a decine di miliardi, mentre non erano che poche centinaia di milioni alla fine del decennio scorso.

BK Yoon ha spiegato come nell’era dell’Internet of Things, i sensori diventeranno ancora più avanzati e precisi e i componenti chiave dei vari dispositivi saranno sempre più compatti e ad alta efficienza energetica. I sensori Samsung saranno infatti pensati per essere in grado di capire l’evoluzione dell’ambiente circostante, offrendo all’utente la soluzione più funzionale e il servizio più utile a seconda della situazione.

Samsung sta lavorando allo sviluppo di una nuova gamma di sensori tridimensionali, in grado di rilevare anche i più piccoli movimenti, e al potenziamento di speciali chip (come il pacchetto incorporato ePOP e il Bio-processore) dalla dimensione ridotta ma altamente performanti che saranno integrati principalmente su dispositivi mobili e indossabili.

“I dispositivi Samsung che fanno parte dell’ecosistema Internet of Things sono un primo passo verso il potenziamento della tecnologia e del suo infinito mondo di possibilità”, ha spiegato BK Yoon. “Durante lo scorso anno i nostri prodotti abilitati per l’IoT sono stati oltre 665 milioni e il nostro obiettivo per il 2015 è quello di farli aumentare ancora fino a collegare tra loro tutti gli oggetti intorno a noi”.
Alex Hawkinson, CEO di SmartThings, si è unito al discorso di BK Yoon per sottolineare come una visione aperta dell’Internet of Things possa portare a un’infrastruttura sempre più connessa e vicina ai bisogni delle persone.

 

 

Samsung ha preso posizione a riguardo entrando da protagonista – a fianco di Intel e di Broadcom – nell’ Open Internet Consortium che ha come obiettivo la definizione di standard comuni per gli oggetti connessi.

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Ma si tratta di un obiettivo verso il quale si muovono in ordine sparso consorzi e aziende. L’alleanza AllSeen, che fa capo alla Linux Foundation e riunisce una cinquantina di aziende tra le quali Qualcomm, è anch’essa al lavoro sul tema dell’interoperabilità che sembra ormai il freno principale allo sviluppo di soluzioni IoT di un qualche spessore. Su questo tema Samsung si é mossa per tempo nell’agosto scorso con l’acquisizione della start-up americana SmartThings che ha messo a punto un hub in grado di far interoperare device che si muovono con diversi standard di comunicazione.

Naturalmente Samsung non trascura il ruolo essenziale che gli sviluppatori giocano nell’IoT e accompagna tutte le sue iniziative con un investimento valutato in 100 milioni di dollari. L’appuntamento per i prodotti Samsung è fissato per il 2020 , quando – promette BK Yoon – tutti i prodotti Samsung saranno interconnessi sulla base di sensori, processori a basso consumo e soluzioni di interconnettività. Queste soluzioni coinvolgeranno sia l’ambiente domestico ( domotica) sia l’ambiente urbano.
In materia di interoperabilità non si può non ricordare l’iniziativa di Google attraverso Nest che sotto il nome di The Physical Web propone un altro standard open source che fa ampio uso di Bluetooth 4.0.

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Autore: Silicon
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