Retelit e la golden power: l’azienda rassicura anche i mercati

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Dopo le indicazioni governative di venerdì scorso e il tonfo sui mercati di borsa, Retelit rassicura precisando che l’applicazione delle misure non comporterà costi e investimenti aggiuntivi né restrizioni di carattere operativo e/o commerciale

Retelit ritiene che “l’applicazione delle misure non comporterà costi e investimenti aggiuntivi né restrizioni di carattere operativo e/o commerciale rispetto a quanto considerato nel Piano Industriale”. La società, in una nota, mette i paletti di fronte a una situazione che, sia agli occhi dei clienti, sia agli occhi dei mercati, stava destando preoccupazione, specie sui mercati azionari sui quali, il titolo della società, venerdì scorso, stava perdendo pesantemente. Prontamente intervenuta con una nota, proprio lo stesso venerdì, oggi infatti, secondo quanto riporta TeleBorsa il titolo è partito in quarta guadagnando terreno. Comunque, Retelit ha precisato, in una nota, che le prescrizioni del Consiglio dei Ministri di settimana scorsa, sono sotto controllo e e già esercitate senza alcun rischio, dalla stessa società.

Successivamente all’assemblea ordinaria degli azionisti, tenutasi 27 aprile 2018, il 7 giugno 2018 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto in merito all’esercizio dei poteri speciali (golden power) ai sensi dell’articolo 2, decreto legge 15 marzo 2012, n. 21.

Federico Protto

Secondo l’articolo 1 di questo provvedimento si spiega che in base ad altre disposizioni normative “Sono imposte le seguenti specifiche condizioni e prescrizioni nei confronti della società Reti Telematiche Italiane s.p.a.: a) garantire la continuità del servizio e la funzionalità operativa della rete, assicurandone l’integrità e l’affidabilità, attraverso adeguati piani di manutenzione e sviluppo; b) assicurare l’elaborazione di programmi industriali e l’impiego di adeguati investimenti che garantiscano lo sviluppo e la sicurezza delle reti; c) tutelare tramite idonei strumenti e strutture organizzative aziendali, la sicurezza fisica e logica della rete su tutto il territorio nazionale al fine di garantire la piena operatività; d) mantenere stabilmente sul territorio nazionale le funzioni di gestione e sicurezza delle reti. 2. Retelit è tenuta ad inviare al Ministero dello sviluppo economico, entro il termine di sei mesi dalla data del presente decreto e, successivamente, con cadenza annuale, una relazione sull’ottemperanza alle prescrizioni e condizioni di cui al comma 1”.

Ma cosa successe prima e durante l’assemblea del 27 aprile scorso? I tre investitori stranieri, Bousreval, Axion e Svm (Shareholder Value Management AG), che detengono complessivamente circa il 25% del capitale di Retelit, avevano presentato una lista di maggioranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Retelit, contrapposta a quella di Fiber 4.0, società che fa capo a Raffaele Mincione, azionista di minoranza di Retelit con quasi il 9% del capitale.

Prima però dell’assemblea di aprile, secondo indiscrezioni, Mincione aveva chiesto all’attuale presidente del consiglio Giuseppe Conte, in qualità, all’epoca, di avvocato, un parere di parte circa l’applicabilità della golden power. Incassato il sì, Mincione aveva poi provveduto a richiedere la golden power alla presidenza del consiglio dei ministri che, all’epoca dei fatti, faceva ancora capo a Paolo Gentiloni, nulla fu fatto o detto, ma, facendo un balzo in avanti, si arriva al 7 giugno 2018, con la delibera dell’esercizio della golden power da parte del consiglio dei ministri, ora presieduto da Conte.  Pronta la replica di rassicurazione sia verso il nuovo governo sia verso gli azionisti e quindi i mercati da parte di Retelit