Anche l’ICT italiana è in recessione

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La crescita è affidata all’e-Commerce e al Cloud. Attesa per Social Media e IoT

In occasione dell’aggiornamento semestrale di Assinform sull’andamento del mercato ICT (alias digitale) 2014 Giancarlo Capitani ( Netconsulting) ha proposto una premessa che vale una previsione per tutto il 2014 e forse il 2015: “ La trasformazione del mercato del settore ICT negli ultimi 12 mesi ha subito una forte accelerazione”. E anticipando una cambiamento nelle modalità di comunicazione dei dati dell’ICT italiano che prenderà vita nel 2015 ha aggiunto:” La nostra osservazione congiunturale deve seguire un’analisi più attenta e puntuale del mercato”.

Ma al di là di ogni cosmesi dei numeri quella che resta immutata nel tempo e viene citata anche in questa sede è la correlazione tra economia e spesa ICT: l’Italia è l’unico Paese in cui il PIL non rimbalza e di conseguenza il mercato digitale non cresce. Insomma la situazione economica compatibile tecnicamente con lo stato di recessione ha fatto entrare anche l’ICT in recessione. E il mercato segna un meno 3,1 per cento nel primo semestre del 2014 rispetto all’anno precedente .

Ma – ha osservato Capitani – ci sono constanti e novità. Vediamo.
Una costante negativa è il meno 9 per cento dei servizi di TLC di rete fissa e mobile ( decremento a valore e non in consumi). Un’altra costante è la crescita della gestione dei contenuti e della pubblicità digitale . L’elemento di novità più importante ( che ci avvicina all’andamento del mercato Usa) è la crescita (3,6 per cento) dell’hardware ( dispostivi e sistemi). Insomma il fatto nuovo – aggiunge Capitani – è il recupero dei PC tradizionali in parallelo con il decremento dei tablet. La spinta viene dalle famiglie per il rinnovo del parco macchine di casa e dalle imprese con la fine della fase di supporto di Windows XP da parte di Microsoft. Per la prima volta nella loro breve vita rallentano del 10 per cento le vendite dei tablet , non in valore ma in volumi per un totale di 1,43 milioni di unità). La spiegazione che viene data è l’effetto saturazione nel mercato consumer, ma non nelle imprese ancora agli inizi nell’introduzione dei dispositivi mobili. D’altra parte non c’è sul mercato alcuna innovazione significativa. Restano solo le aziende a spingere sui tablet. Per i device mobili continua il percorso in calo dei cellulari tradizionali con crescita a valore degli smartphone. L’utilizzo dei servizi e delle applicazioni in mobilità avviene in progressione con i nuovi modelli d’uso.
Quanto al resto i dati sono contenuti in una nota di Assinform. Il comparto del software e delle soluzioni ICT ha mostrato brio, crescendo a 2615 milioni (+3,2%). Bene il software applicativo (1795 milioni, +4%), sull’onda delle componenti più innovative: piattaforme per la gestione web (+ 11,1%,) e IoT (per il controllo della produzione, l’energy management e l’automotive, ecc., +15,4%), che hanno più che compensato il calo delle soluzioni applicative (-2,1%). Ha ripreso il software di sistema (+2,5% contro il -3,2% dell’anno prima). Apprezzabile, anche se lieve, la crescita del middleware, a conferma della tenuta della domanda di soluzioni innovative per l’integrazione, la sicurezza e l’utilizzo ottimale delle risorse IT.

 

Agostino Santoni guida Cisco Italia
Agostino Santoni 

Infine i servizi ICT (-2,4%) hanno registrato un calo a 5079 milioni, appesantiti da due delle compenti più corpose – outsourcing (1911 milioni, -5,2%,) e servizi di sviluppo e systems integration (1143 milioni, -2,8%). Anche in quest’ambito tuttavia le componenti più innovative si vanno facendo largo: il business dei servizi di data center e cloud computing è salito nel semestre a 774 milioni, con un incremento del 7,4%, con il contributo determinate del cloud (+35,7%).

stime2014

Per il restante 2014 difficile fare previsioni dato che le variabili in gioco sono molte, non ultima la valutazione di decremento del PIL. Manca la spinta della PA locale e centrale,mentre note negative vengono anche da Confindustria Digitale. Dovrebbero tenere botta solo le componenti innovative che stanno attando una digitalizzazione ombra del Paese ( PA esclusa): software per e-commerce, public e private cloud, piattaforme social e IoT.
A commento dei dati Netconsulting Agostino Santoni , presidente di Assinform, tenta la carta dell’ottimismo : “Nonostante il segno meno perduri anche nel primo semestre di quest’anno, in realtà il mercato digitale italiano (servizi e prodotti di informatica e telecomunicazioni, infrastrutture, di rete e contenuti digitali) manifesta una lenta risalita. Risalita che, se non è certamente facilitata dalle difficoltà dell’economia nazionale, è spinta da un’importante dinamica di trasformazione del settore, con aree innovative di grande vitalità e vivacità, legate alle tecnologie di rete, i cui trend di crescita sono allineati con quelli internazionali, pur se non in grado ancora di generare volumi di fatturato capaci di incidere sull’andamento complessivo del settore. Tutto fa pensare che la ripresa del mercato digitale nel suo complesso si avvicini”.
“Certo – ha aggiunto Santoni – i tempi saranno tanto più brevi quanto più si alimenterà il clima di fiducia nelle imprese e quanto più si ridarà slancio all’attuazione dei progetti di digitalizzazione connessi all’Agenda Digitale e all’innovazione nell’Amministrazione Pubblica”.

 

 

 

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Autore: Silicon
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