Juniper Research: crescono ancora gli investimenti in blockchain

EnterpriseFisco e Finanza

Le startup legate a blockchain e Bitcoin hanno raccolto trecento milioni di dollari nei primi sei mesi del 2016, con tre aziende in prima linea

Quasi trecento milioni di dollari raccolti in sei mesi: secondo Juniper Research è questa la somma (per la precisione 290 milioni) che i venture capital hanno investito durante il primo semestre dell’anno nelle tecnologie di blockchain e nelle aziende collegate alla valuta digitale Bitcoin. Si tratta nel complesso di una trentina di startup, ma va notato che oltre un terzo degli investimenti è stato raccolto da tre sole aziende: Circle, che ha dato vita a una piattaforma di “social payment”; Blockstream, che ha sviluppato l’approccio delle cosiddette sidechain; Digital Asset, che offre varie soluzioni di ledger distribuiti.

Il sempre maggiore interesse verso le tecnologie blockchain deriva dalla potenzialità che mostrano per la semplificazione delle operazioni di controllo delle transazioni di qualsiasi genere, anche se le applicazioni più importanti sono ancora in campo finanziario. Il controllo “comunitario” garantito dai ledger distribuiti può ridurre fortemente il rischio di errori e il tempo dedicato al controllo degli errori stessi, motivo per cui ad esempio diverse banche hanno già implementato progetti basati su blockchain.

La distribuzione delle transazioni in Bitcoin per area geografica nel 2016. Il valore compessivo è di 92,4 miliardi di dollari.
La distribuzione delle transazioni in Bitcoin per area geografica nel 2016. Il valore compessivo è equivalente a 92,4 miliardi di dollari.

Secondo Juniper uno dei campi a maggiore potenziale è lo sviluppo di soluzioni basate su blockchain per la gestione dei trasferimenti di denaro tra nazioni. Nel 2015 le rimesse all’estero hanno mosso qualcosa come 582 miliardi di dollari, di cui 436 verso nazioni in via di sviluppo e in buona parte attraverso canali non ufficiali. Questo a causa degli alti costi di commissione e proprio l’uso di blockchain potrebbe portare allo sviluppo di sistemi sicuri ma anche a basso costo.

Gli analisti mettono però anche in guardia contro i rischi dell’uso di blockchain, in particolare come piattaforma su cui basare i cosiddetti smart contract, ossia protocolli digitali che controllano le loro condizioni e si attivano automaticamente quando sono soddisfatte, come le clausole di un contratto. Uno smart contract basato su blockchain è visibile a tutti gli utenti della blockchain stessa, il che permette a questi ultimi di sfruttarne eventuali errori e punti deboli per generare flussi di denaro digitale verso chi non ne avrebbe diritto.

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore