Incognita Microsoft

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18mila licenziamenti annunciati lo scorso anno, ora altri 7800 per ‘allineare le risorse’. In meno di due anni Redmond ha rinunciato a circa il 20 percento delle proprie risorse umane mentre l”ecosistema’ che dovrebbe segnare la svolta ancora non ha tutti i tasselli al loro posto. Il futuro degli smartphone con Windows è tra le principali incognite

Si parla di ‘allineare le risorse’, e di ‘ecosistema Windows’, Nadella parla espressamente di ‘strategia di crescita’ che vuole decollare a partire dall’ennesimo annuncio di tagli. Il colosso da 118mila persone ne ha perse 18mila l’anno scorso, ne perde altre 7800 con i nuovi annunci, possiamo permetterci di commentare che oltre il 20 percento della forza lavoro licenziata non è una percentuale così irrilevante, anche se si tratta di chiudere i conti dell’assimilazione Nokia. Probabilmente è un numero che prima o poi (direi prima) ‘conforterà’ gli azionisti, considerate le svalutazioni di circa 7,6 miliardi di dollari  e gli oneri di circa 800 milioni di dollari per ‘ristrutturare’.

Satya Nadella
Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha ereditato una situazione ‘ingarbugliata’, è stato VP del settore R&D, da sempre vicino agli sviluppatori

L’annuncio arriva alla vigilia del lancio di Windows 10, il centro di questo ‘ecosistema’ che – a carte oramai del tutto scoperte – funziona in cloud, con Azure e insieme a Office, può funzionare sui tablet, sui dispositivi ibridi, più vicini all’esperienza tradizionale di computing, ma ha fatto acqua da tutti i pori, quando si parla di smartphone, e probabilmente continuerà a farne almeno per i prossimi mesi. Vediamo quanti saranno gli sviluppatori che con tutti gli strumenti che Redmond ha messo a disposizione si ‘prodigheranno’ per adattare app Android a girare su Windows Phone (il sistema non ha giovato più di tanto né a Blackberry, né ad Amazon in passato).

Nokia Lumia 930
Nokia Lumia 930, presto dovrebbe arrivare un nuovo smartphone di fascia alta, subito dopo Windows 10

Microsoft che si è acquistata Nokia, con l’idea di poter spingere meglio la penetrazione di Windows Phone, ha rinunciato all’idea di una strategia ‘laica’, riuscita per anni nel mondo pc: “noi facciamo il software, voi guadagnate con l’hardware”. I vendor di smartphone infatti poco alla volta hanno lasciato quasi  tutti il campo buttandosi su Android, e la scelta di ‘incorporare’ Nokia sembrava obbligata. Nadella con le ‘lettere ai dipendenti’ al momento chiede sacrifici al comparto che ‘non funziona’, e vuole riproporre la bontà dell’ecosistema probabilmente tornando all’idea originaria, perché non rinunciare anche a Surface allora?

Proviamo a pensare al mercato. Dopo il lancio di Windows 10 si prevede in arrivo un nuovo smartphone flagship Microsoft. Il consumatore della strada, che legge anche solo i titoli dei giornali, sa che i licenziamenti sono in ambito mobile, sa benissimo che il mercato lo fa Android con iOs. Quale forza sovrannaturale potrebbe mai spingerlo ad acquistare ancora (almeno nei prossimi mesi incerti) proprio un Microsoft Phone, con tutte le lacune in app che lo caratterizzano se pensiamo alle applicazioni che mancano e anche a quelle che ci sono (ma fanno meno cose che sulle altre piattaforme).

Che succede quando il CIO constata che anche le aziende che realizzano app per smartphone di livello B2B non guardano quasi alla piattaforma Microsoft? Insomma, cosa dovrebbe convincere tutti a scegliere uno smartphone Microsoft, ora che proprio tutti i servizi di Microsoft sono in cloud su tutte le altre piattaforme, a volte anche più utilizzabili rispetto all’esperienza con Windows Phone?

microsoft Windows 10 Build 9879
Microsoft Windows 10, arriva finalmente il 29 di luglio. Windows 10 dovrebbe rimediare al passo in avanti troppo avventato di Windows 8, con un’interfaccia non gradita alle aziende dove c’era di tutto tranne i pc touchscreen

Microsoft ha già chiesto pazienza e fiducia ai suoi clienti da almeno quattro anni – se si parla di smartphone – ora è l’azienda che deve iniettare fiducia a sua volta nei consumatori. Probabilmente l’idea che arrivino prima i conti in regola, i tagli al personale, rispetto a una proposta tecnologica valida davvero in tutti i comparti, da rendere effettivamente credibile l’alba dell”ecosistema‘, è una richiesta sacrosanta dei mercati finanziari (dal loro punto di vista), ma non giustifica alcun ottimismo sul futuro di Redmond.

Noi pensiamo che Microsoft stia facendo pagare alle proprie persone (come sempre accade in questi casi), gli anni di vuoto di idee, subito successivi all’esplosione del mercato smartphone. Quando ha acquisito Nokia, l’errore è stato pensare che bastasse comprare l’hardware perché il prodotto sfondasse, senza avere preparato ancora l”ecosistema’software, ma solo un buon sistema operativo.

Allineare l’esperienza di un Windows Phone a quella su Android e iOs era l’unica mossa sensata; quante app si potevano far scrivere in tempo reale con la cifra che si è spesa per Nokia (settembre 2013 – 7,17 miliardi di dollari)? Almeno Instagram l’avremmo avuta allo stato dell’arte due anni prima. E’ il conto del pizzicagnolo, ma lo scenario attuale, in un clima di maggior sfiducia sulla proposta, è quello di un ‘ecosistema’ che fa poco sistema, perché non è convincente proprio dove servirebbe esserlo di più. A meno che Microsoft con cloud, Windows e Office disponibili ovunque anche senza Microsoft Phone non pensi di vincere lo stesso. Non ci vogliamo neanche pensare.

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