Assinform, come uscire dalla decrescita del comparto ICT

EnterpriseFisco e Finanza

In Italia l’economia reale è calata del 2,4 per cento, mentre il Global Digital Market, che rappresenta il 4,9 per cento del PIL nazionale con un valore di 68.141 milioni di euro, ha registrato una dinamica di meno 1,8 per cento

Per alcuni una decrescita potrebbe essere anche un buon programma , ma per il mondo dell’economia globale e di riflesso per quello ICT resta una parola con significati negativi. E con il tema della decrescita economica mondiale Giancarlo Capitani, AD di Netconsulting, apre la presentazione in anteprima dei risultati del Rapporto Assinform 2013 per l’anno 2012, le cui risultanze riferisce ITespresso. Da un anno il rapporto ha adottato a oggetto delle sue ricerche a preferenza del logoro ICT il più moderno termine di Global Digital Market. Ma per arrivare ad alcune previsioni per il mercato italiano che ha già consumato invano un trimestre di inerzia e alle conseguenti ricette per un grande malato che sono come tradizione appannaggio di Paolo Angelucci, presidente di Assinform , bisogna partire dall’andamento macroeconomico mondiale che condivide diversità e analogie con quello italiano. Le grandi aree geografiche mondiali si muovono a un passo diverso disegnando quella che Capitani definisce una “ geografia della decrescita” che in realtà con profili diversi di crescita influisce sulla domanda ICT all’interno dei singoli Paesi.

E anche in Italia l’ICT deve misurarsi oltre che con questo panorama economico anche con altri fattori positivi di crescita comuni a tutti i Paesi: ampia diffusione di device mobili e della telefonia fissa e mobile, crescita rapida degli utenti ( e degli oggetti ) che stanno su Internet , utilizzi innovativi della tecnologia digitale in un universo geosociale nato dalla miscela di mobilità e social media. Come ha sottolineato Angelucci , con il ritorno del nostro Paese al 1997 per livello di Pil e di consumi e la morsa del credit crunch sulle imprese cade del 4 per cento il comparto IT tradizionale, che vale poco meno di 17 miliardi di euro , e del 3,5 per cento quello delle TLC che vale attorno ai 39 miliardi di euro. Il tasso di decrescita si conferma quello del 2011 precedente :”L’Italia continua ad essere un Paese poco digitale e lo fa vedere quanto a infrastrutture e capacità di innovazione”.

A questo punto le previsioni per il 2013 diventano un “esercizio difficile” e gli esperti di Assinform e NetConsulting sono obbligati a fare una doppia previsione di scenario per arrivare a un qualche dato quantitativo per IT, TLC e Global Digital Market . Queste le previsioni pe r il 2013. Se lo scenario rimane invariato, il Global Digital Market (GDM)scende del 3,6 per cento e l ‘IT del – 5,8 per cento ; se si interviene per avviare un cambiamento strutturale del quadro di riferimento ( Agenda Digitale, ritardati pagamenti della PA, finanziamenti alle imprese, credito d’imposta, incentivi innovazione) il GDM inizia l’ inversione con un meno 1,5 per cento.

Quanto al consuntivo 2012, in Italia l’economia reale è calata del 2,4 per cento, mentre il Global Digital Market, che rappresenta il 4,9 per cento del PIL nazionale con un valore di 68.141 milioni di euro, ha registrato una dinamica di meno 1,8 per cento. Tale trend, pur essendo in attenuazione rispetto all’anno precedente (-2,1%nel 2011/10), segnala la crisi dei servizi ICT tradizionali (-4,7%), che rappresentano in valore oltre la metà del mercato, a cui si oppone la crescita dei contenuti e pubblicità digitale (+7,2%) e del software e soluzioni ICT (+2,4%).

Read also :
Autore: Silicon
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore