Eric Schmidt lascia la guida di Alphabet

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Eric Schmidt lascia la presidenza di Google/Alphabet ma resta con l’incarico di technical advisor. Non è ancora noto il nome del successore

Sono ben sedici gli anni che Eric Schmidt ha trascorso in Google. Dal 2001, infatti, ha vissuto tutta l’ascesa e la trasformazione di Google, e in ultimo la “ridenominazione” dell’azienda in Alphabet. Schmidt, Ceo fino al 2011, in quell’anno ha assunto il ruolo di presidente esecutivo anche della holding.

Sostanzialmente Schmidt è stato alla guida di Google per tutto il viaggio verso il cloud e i servizi online, in un periodo di crescita esplosivo, il cui boost è stato comunque l’efficace algoritmo del motore di ricerca che ha fatto la fortuna dell’azienda.

Schmidt ora lascia la presidenza della holding  assumendo comunque il ruolo di consulente tecnico e rimarrà inoltre nel consiglio di amministrazione di Alphabet, ma non è ancora noto il nome di chi lo sostituirà. Una sostituzione tra l’altro molto importante perché nel 2015, quando Google ha creato Alphabet, Schmidt ha voluto rimanere presidente esecutivo anche della nuova società. 

Il suo cambiamento di incarico Decisione presa di comune accordo, comunque, con i fondatori Larry Page e Sergey Brin e con il Ceo di Google Sundar Pichai.

Schmidt è approdato in Google dopo una buona esperienza come Ceo di Novell, ma a tutti gli effetti può essere considerato fondamentale artefice del successo e dell’evoluzione di Google, che l’ha incontrato quando ancora l’azienda aveva completamente lo spirito della startup, di un campus universitario evoluto.

Chi alla fine degli anni ’90 faceva le proprie ricerche con Netscape, e la directory Yahoo! e ovviamente con Altavista ben si ricorda lo stupore e la sorpresa quando Google si affermò e in breve tempo riuscì a superare per efficacia tutti e tre…
Sì, Altavista… Davvero sembrano secoli fa.

Schmidt
ha portato a Google quindi una buona cultura aziendale, gli agganci con il mondo politico, meno attento invece è stato il suo mandato riguardo l’attenzione per la privacy, Cnet proprio oggi ricorda la polemica infuocata nel 2005 di Google con i suoi giornalisti relativa all’utilizzo dei dati da parte dell’azienda. Storica la sua frase al riguardo: “Se hai qualcosa che non vuoi far sapere a nessuno, forse è meglio che non la fai”