Eric Schmidt (Google) sogna un’Europa digitale integrata

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Messo da parte il contenzioso con l’UE Schmidt, CEO di Google, dichiara la sua visione di un ‘Europa digitale integrata

Neelie Kroes, commissario UE per l’agenda digitale in carica da febbraio 2010, lascerà il suo incarico con la fine di ottobre. Ma prima di lasciare ha deciso di concedere la parola ogni giorno a una personalità del mondo digitale sul suo blog personale. Per il suo primo intervento la scelta è caduta su Eric Schmidt con una decisione che potrebbe essere quasi una provocazione. Sono note a tutti le tensioni tra Google e la Commissione Europea soprattutto sui temi della concorrenza nella pubblicato e del diritto all’oblio a protezione della privacy dei cittadini.

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L’Antitrust UE accusa Google di violazioni della concorrenza e per possibile abuso di posizione dominante. Quattro erano le accuse rivolte al motore di ricerca guidato dal Ceo Larry Page: sui messaggi promozionali che appaiono contestualmente ai risultati delle ricerche effettuate su Google; l’utilizzo da parte di Google di contenuti originali di terzi senza aver ottenuto autorizzazione e consenso; l’accordo di usare solo advertising fornito da Google sui siti indicizzati; infine, le restrizioni contrattuali “forzose”.

Google rischia una maxi multa Antitrust fino al 10% del fatturato: Google ricava circa 57 miliardi di dollari all’anno, dunque la multa si aggirerebbe sui 5,7 miliardi di dollari.
Ma lasciando da parte queste questioni ancora irrisolte , Eric Schmidt ha pubblicato il suo messaggio intitolandolo “Abbracciare una nuova era digitale in Europa”.
L’intervento inizia ricordando la tradizione storica di innovazione dell’Europa , il GSM, la radio e la televisione, ma si interroga se l’Europa può ancora continuare a innovare. Per riuscire è necessario fare quanto è possibile per facilitare la vita agli imprenditori che desiderano rischiare. Questa strada passa per delle discontinuità e per delle azioni che l’Unione Europea deve prendere. Parla con favore della decisione di Neelie Kroes di intervenire contro la decisone di una corte di proibire il servizio Uber ( di cui Google è peraltro azionista).

L’altro asse portante delle proposte di Eric Schmidt è di togliere le barriere allo sviluppo di Internet e in particolare i vincoli di regolamento. E si augura che i 28 Paesi membri dell’UE attenuino le loro regolamentazioni. L’obiettivo è di creare un mercato unico del digitale in cui le startup possano avere accesso diretto a 500 milioni di consumatori europei. La conseguenza diretta sarebbe , secondo Schmidt, un aumento dei posti di lavoro.

“ Le imprese del mondo digitale giocheranno un ruolo centrale per aiutare gli Europei a trovare lavoro”, precisa Schmidt che aggiunge come la flessibilità del lavoro è una sfida che l’Europa deve affrontare. Invece nessuna menzione dell’altro versante dei problemi di Google con l’Europa , come ad esempio l’armonizzatone della politica fiscale per lottare contro le attività di ottimizzazione delle tasse pagate nell’Unione Europea dalle grandi multinazionali americane.

 

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Autore: Silicon
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